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L'American Museum of flyfishing del Vermont
Percorrendo
la famosa "Historic Route" numero 7, attraverso i verdi territori del
Berkshire, proseguendo in direzione nord, si oltrepassa il confine con lo stato
del Massachusetts e cominciano ad apparire i meravigliosi scenari del Vermont:
dolci colline rigate da piccoli torrenti e fiumi dalle acque fresche e limpide,
verdi distese dove fiori e alberi sono cresciuti rigogliosamente e mostrano lo
spettacolo della natura nel suo aspetto più selvaggio e autentico.
Ancora qualche miglio attraverso questi paesaggi che sembrano rubati ad una cartolina
e arriviamo a Manchester, nel cuore delle Green Mountains. Il paesino non è
molto diverso da quelli incontrati fin qui: una strada principale che lo attraversa
e, a destra e a sinistra, le sue tipiche case coloniali dai giardini curatissimi.
Quello che a noi interessa lo incontriamo quasi subito sulla nostra sinistra:
l'American Museum of Fly Fishing, il museo sulla pesca a mosca più importante
degli Stati Uniti. Di fianco, il famoso Charles Orvis Inn e il leggendario Equinox
Hotel dove tutt'oggi vengono allestite mostre-mercato d'antiquariato sulla pesca.
Siamo a circa 3 miglia dalla ditta Orvis & Co. e dal mitico fiume Battenkill,
meta dei grandi pescatori di trote della costa est degli Stati Uniti. La zona
è ancora oggi ricca di pesci, ma i pescatori locali preferiscono dirigersi
verso il nord del Maine, che offre territori più selvaggi e fiumi
quasi incontaminati. Il museo, un grazioso edificio bianco in stile coloniale,
ospita una collezione di pezzi d'antiquariato di tutto rispetto: enormi bacheche
contengono attrezzature da pesca di famosi personaggi politici come Eisenhower,
Jimmy Carter e George Bush, di scrittori come Hemingway e Zane Grey, di personaggi
del mondo dello spettacolo come Bing Crosby e Glenn Miller. Troviamo poi importanti
serie di mosche antiche, tra cui quelle di Theodore Gordon; numerosi i cestini
in vimini, portacanne e portafinali in cuoio. Tra i libri spiccano i volumi di
Ernest Schwiebert e di Charles Orvis, pietre miliari della pesca a mosca; interessante
inoltre la collezione di fotografie di Mary Orvis, grande costruttrice di mosche,
e di Charles Orvis, fondatore della rinomata azienda. Il museo denota una
grande cura nell'esposizione dei singoli pezzi, e, grazie al supporto economico
di varie associazioni di pescatori, è destinato ad allargare le proprie
sale e ad aumentare la propria collezione. Alla fine della visita un fornito
"gift shop" offre gadgets di ogni tipo, per i quali gli amatori mettono
mano molto volentieri al proprio portafoglio. Proseguendo il nostro viaggio
alla scoperta del New England, abbiamo modo di constatare con piacere che la zona
è ricca di negozi di antiquariato, mercatini e importanti collezionisti.
Arrivati nel New Hampshire non potevamo non far visita a Bob Corsetti, produttore
del mulinello Perless e grandissimo collezionista, nonchè forte sostenitore
del Museo. A casa sua abbiamo visto infatti pezzi d'antiquariato davvero eccezionali,
canne di notevole valore di famosi costruttori come Jim Payne, Walt Carpenter,
Lyle Dickerson, Everett Garrison, Sam Carlson, Wes Jordan e il grande Pinky
Gillum, le cui canne oggi hanno raggiunto prezzi da capogiro. Nella sua collezione
non mancano inoltre canne e mulinelli europei, tra cui alcuni modelli di Hardy
" Perfect" veramente invidiabili. Comodamente seduti sul divano
del suo salotto, intenti a sorseggiare un ottimo caffè americano, abbiamo
avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Bob il quale ci ha confermato
che oggi il mercato dell'antiquariato è rivolto in gran parte verso
il Giappone, paese, almeno fino a poco tempo fa, con un notevole potere d'acquisto,
dove i collezionisti possono permettersi di comprare pezzi rarissimi. Bob
si è compiaciuto nel sapere che anche in Italia il collezionismo sulla
pesca sta prendendo piede, anche se per ora è ben lontano dai livelli
americani o inglesi. Ci congediamo da questa interessante e piacevole visita
e riprendiamo il cammino che ci riporterà a Boston da dove voleremo verso
casa, con la speranza che il nostro "bottino" di antichità conquistato
durante il viaggio arrivi sano e salvo a destinazione.
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