| |
- Spinning da collezione

In un'epoca in cui siamo soliti pescare con attrezzature e artificiali costruiti
con i più sofisticati materiali offerti dalla moderna tecnologia (carbonio, resine
e derivati), mi sembra interessante volgere uno sguardo al passato cercando di
conoscere meglio le caratteristiche e il fascino di alcune vecchie attrezzature
utilizzate dai pionieri italiani della pesca a spinning. Oggi i nuovi collezionisti,
che si aggirano come avvoltoi intorno a vecchi commercianti o ad anziani pescatori
alla ricerca di canne e mulinelli, sono sempre più numerosi. Facendo parte di
questa categoria da lungo tempo, cercherò di parlare di alcuni "pezzi" che mi
sono passati tra le mani in questi anni. Tralasceremo gli oggetti antichi della
metà del secolo scorso prodotti in Inghilterra da singoli artigiani e mai commercializzati
in Italia e che oggi si possono trovare solamente in alcune aste americane e inglesi
a prezzi proibitivi, per volgere la nostra attenzione alle attrezzature che fecero
la loro comparsa sul mercato italiano intorno agli anni Quaranta. Per quanto riguarda
le canne da spinning l'Italia non vanta in quegli anni produttori importanti,
pertanto i primi oggetti che meritano una particolare attenzione sono inglesi
e francesi. La Pezon et Michel francese vendette in Italia bellissime serie in
bambù esagonale quali la Telebolic e la Luxor, che avevano un ottimo rapporto
qualità prezzo. La Luxor veniva prodotta in una decina di modelli differenti con
lunghezza variabile da 1,6 metri a 2,4 e con una capacità di lancio da 1,5 a 25
grammi circa; di questo modello esisteva una variante super lusso denominata Luxor
luxe. Altre canne molto importanti furono quelle della ditta inglese Allcocks
di cui ricordiamo la serie migliore denominata Lightcaster con legature tra un
passante e l'altro e questi ultimi tutti con agata centrale. Le migliori per azione
e leggerezza sono quelle intorno ai sette piedi. Riferendoci sempre a canne di
alta qualità, l'azienda Milwards produsse intorno agli anni Cinquanta e Sessanta
la famosissima serie Spincraft, inconfondibile per le legature screziate. Poco
venduta in Italia fu la serie Spincraft major perché più potente e adatta a una
pesca pesante. Personalmente ritengo la migliore del periodo la serie Wanless
della ditta Hardy, prodotta in svariate grammature e lunghezze. Le ottime rifiniture
e la scelta dei materiali fanno si che esse siano le canne più ricercate dai collezionisti
di attrezzature da spinning. Inoltre azione e durabilità sono le caratteristiche
per le quali esse vengono tutt'oggi scelte dagli appassionati di questa tecnica
di pesca. Altri oggetti interessanti da collezionare sono gli artificiali e in
questo campo l'Italia può senz'altro vantare ottimi artigiani che nei primi anni
del dopoguerra con i loro prodotti diedero un grosso contributo allo sviluppo
della pesca a spinning. Purtroppo la maggior parte di questi artificiali sono
andati persi, rimangono però alcuni esempi di ottima abilità artigianale e di
funzionalità come nel caso dei prodotti di Raffaele Antonietti (1878-1963). Tra
le sue svariate attrezzature spiccano per bellezza minnows in metallo oggi custoditi
dalla Società Pescatori Sportivi della Valle del Pellice. In questi piccoli oggetti
ritroviamo la grande qualità che prende spunto dai famosi Reflex e Pennel della
Hardy. Un altro artigiano recentemente scomparso, Stanislao Kockewitz, fu l'inventore
del famosissimo cucchiaino Martin. Avendo avuto il piacere di conoscerlo personalmente
ho potuto vedere nella sua abitazione di Fermo (AP), una quantità di interessantissimi
oggetti che verranno prossimamente esposti in un museo a lui dedicato nella zona
della Valle del Sangro. Il collezionismo degli artificiali raggiunge però il massimo
livello negli Stati Uniti con clubs che si riuniscono periodicamente per manifestazioni
specifiche. Vengono inoltre pubblicati a ritmo incessante libri specifici molto
curati con valutazioni correnti dei singoli artificiali a seconda dello stato
di conservazione e della rarità del pezzo. Basti pensare alla edizione continuamente
aggiornata di Carl White in cui compaiono più di quattromila artificiali con la
relativa quotazione. Tra i costruttori americani della costa est, e precisamente
del New England, sono entrati nella storia nomi come Billy Crystal, che intorno
al 1930 produsse una limitata quantità di artificiali in legno oggi ricercatissimi,
e Jerry Sylvester di Cape Cod che poco prima della seconda guerra mondiale produsse
alcuni artificiali per la pesca al "black bass" considerati da molti i migliori
di tutti i tempi. In questo periodo gli artificiali venivano costruiti in legno
di pino o cedro, torniti con macchinari rudimentali e verniciati a mano. Dopo
la seconda guerra Stanley Gibbs produsse la famosa serie di devon denominata Pencil
Poppers. Questi erano molto sottili (il più piccolo pesava 1,5 once), assomigliavano
a matite e avevano occhi disegnati a mano. Tale serie venne prodotta in sei differenti
lunghezze e commercializzata per pochissimi anni. Insieme al fratello John viene
comunque ricordato come uno dei migliori costruttori di devon di quel periodo.
Floyd Roman proveniva da una famiglia numerosa del West Massachussett e si specializzò
subito negli artificiali da mare di cui ricordiamo i tre modelli più famosi: il
Sandy, il Sizzler e il Baby nike. Negli Stati Uniti, oltre ai singoli artigiani,
numerose furono le aziende che iniziarono la produzione di artificiali su larga
scala. Ricordiamo James Heddon per la varietà dei suoi modelli, Abbey & Imbrie
che raggiunse la sua migliore produzione negli anni Trenta, Arbogast negli anni
Sessanta e Pflueger intorno agli anni Cinquanta. Per collezionare questi oggetti
è importante riuscire a riconoscerne l'originalità.Per acquisire tale competenza
è necessario pertanto consultare libri e cataloghi, la maggior parte dei quali
in lingua inglese e non sempre di facile reperibilità. Lo stato di conservazione
è fondamentale; sverniciature o ammaccature deprezzano molto l'oggetto e un restauro
non appropriato può comprometterne irrimediabilmente il valore. Infine la sua
scatola originale in perfette condizioni, a volte, può aumentarne notevolmente
la quotazione sul mercato. Se pensate quindi di avere qualcosa di interessante
nella cassetta da pesca di vostro nonno correte in soffitta prima che i tarli
vi precedano. Buona caccia. -
Mulinelli da collezionare
-
Fiere per collezionisti
| |