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-Charles Ritz - una vita dedicata alla pesca a mosca
Come
mai il figlio ed erede del fondatore degli hotels più prestigiosi del Mondo, dall'Hotel
Ritz di Place Vendome al Carlton Ritz di New York, ha trovato la sua realizzazione
e la sua celebrità nel mondo dei pescatori a mosca? Senza dubbio merito di una
grande passione. Secondo Michel Winthrop, che ne traccia un ritratto sensibile
ed emozionante nel libro Grandes figures de la peche, Charles Ritz all'eta di
dieci anni era già un bravo pescatore. Allora pescava con il pane e praticava
la pesca alla sarda di lago, in Svizzera. Egli scrive: ".. quando avevo una canna
da pesca in mano e una lenza con un pezzo di pane attaccato all'amo non avevo
più paura di nessuno." Dieci anni più tardi avviene la scoperta che deciderà la
sorte di Ritz. Uno dei suoi cugini gli fa conoscere la pesca a mosca artificiale
sul corso superiore dell'Andelle, vicino a Forges-les-Eaux e da quel momento (storico),
questo colpo di fulmine non cesserà fino alla morte, avvenuta nel 1976. Una vita
intera dedicata alla ricerca di nuovi materiali nella costruzione di canne e nel
perfezionamento della loro azione. Suo padre, Cesar Ritz, destinandolo naturalmente
alla sua successione a capo dei prestigiosi hotels, lo inviò per fare tirocinio
in un suo hotel a New York con una paga di 100 dollari al mese. Charles lavorava
di sera al servizio della direzione e tutto il resto della giornata lo passava
in uno dei magazzini dell'hotel a fare studi e prove di costruzione di canne in
bambù esagonali. Ogni giorno faceva visita ai grandi magazzini di pesca di "Abercombie
et Fitch", a due passi dal suo hotel. Il suo basso salario non gli permetteva
di acquistare materiale costoso, trovava quindi qualche canna usata da 5 dollari
al monte di pieta di Pawn shops della Quinta strada. Più avanti, per qualche dollaro,
trovò un po' di attrezzatura per restaurare queste canne: vernice trasparente
e seta per le legature. Con la sua capacita venderà anche qualche canna restaurata
a pescatori ospiti del Charlton Hotel. Qualche anno dopo Ritz realizzò un suo
grande sogno: andare in Canada a pescare salmoni. Nell'agosto del 1921, mentre
pescava i Black- Bass in un lago del Maine, un nativo incontrato in un negozio
di pesca di Mont-kineo gli consigliò di andare a pescare salmoni a nord di Mooseheart,
vicino alla frontiera canadese. Charles si organizzò, e con una canna in bambù
aquistata per 5 dollari e da lui riparata, partì per il primo dei suoi tanti viaggi
di pesca. Contattato un indiano locale come guida si avventurarono in un lago
dove saltavano numerosi salmoni e alla fine della giornata la decisione fu presa:
lascerà gli hotel e si dedicherà solamente allo studio e alla produzione di canne
da pesca. La passione lo portò a rimanere altri 10 anni in America , frequentando
spesso il laboratorio di Fred Payne , uno dei pionieri nella costruzione di canne
in bambù. I suoi studi si affinarono e fu pronto per metterli in pratica. Charles
ritornò in Francia nel 1928 e sua madre, che dirigeva l'hotel di Place Vendom
tentò di chiamarlo a lavorare con lei come direttore (dell'hotel). Egli si defilò
ancora una volta aprendo un negozio di scarpe di lusso in Rue De Saint-Honorè.
Ovviamente questa sontuosa boutique era una copertura per i genitori, infatti
nel retro di questo negozio vi era un laboratorio per la fabbricazione e lo studio
delle canne in bambù. Questo Magazzino diventò presto il luogo d'incontro dei
maggiori esperti francesi di pesca a mosca dell'epoca; da Pierre Creusevaut a
Leonce de Biosset a Toni Burnand e Auguste Lambiotte. Un cenacolo aristocratico
di nomi illustri della pesca a mosca, dove si scambiavano esperienze vissute e
consigli di pesca. Nello stesso periodo Ritz scrisse le sue teorie (e studi) sulla
rivista A bord de Eau creata nel 1935 da Tony Burnand, di origini svizzere come
lui, che aveva lasciato la professione di medico per il richiamo delle trasparenti
acque da pesca. Il successo della rivista superò ogni previsione del suo creatore,
diventando in pochi anni la rivista di pesca più importante d'Europa. Gli articoli
di Ritz, tecnici, molto dettagliati, attirarono presto l'attenzione di Pierre
Pezon, uno dei titolari della famosa casa produttrice di articoli da pesca di
Amboise, la Pezon Et Michel. Con molte precauzioni, conoscendo la celebrità della
famiglia Ritz, di cui Charles era il giovane discendente, Pierre Pezon chiese
a Tony Burnand di presentargli questo "esploratore" delle canne in bambù refendù.
Rapidamente organizzato, l'incontro segnò l'inizio di una lunga e fruttuosa collaborazione.
Charles Ritz venne ingaggiato come consulente alla Pezon et Michel. Alla fine
di un anno di lavoro volontario, racconta Michel Winthrop, il sig Pezon si rivolse
un po' seccato a Tony Burnand "…noi non possiamo accettare che il Sig. Ritz lavori
così tanto per noi gratuitamente. A un uomo della sua classe non possiamo offrire
danaro, potete voi chiedergli che cosa gli farebbe piacere avere? Consultato,
Charles Ritz rispose alzando le spalle: " Se ci tengono veramente tanto dite loro
che mi farebbe piacere avere in regalo ….. una pipa". Questo fu il regalo , in
seguito invece fu pagato. Sotto il suo impulso e con la collaborazione di Edouard
Plantet specializzato nella costruzione di canne in bambù alla Pezon et Michel
, l'azienda raggiunse grandi risultati nella costruzione di canne, la celebre
serie PPP conquistò una grande fetta di mercato alle canne inglesi ed americane,
allora regine incontrastate del mercato del bambù. Le prove ed i collaudi dei
prototipi si svolgevano per la maggior parte nello splendido scenario nella Risle,
a Vallevile, in una riserva di pesca dell'amico Edouard Vernes. Questo splendido
Chalk stream viene allora descritto come una delle migliori riserve di pesca della
Francia. Le prove delle canne per la distanza furono affidate a Pierre Creusevaut
, allora campione del mondo di lancio. Le canne dovevano passare diverse prove:
dall'azione impeccabile, alla precisione sul bersaglio, alle prove contro vento
e alla resistenza all'urto. Una prova allora molto importante era la seguente:
un esperto lanciatore passava velocemente da una canna all'altra annotando anche
le piccole differenze ed impressioni tra un attrezzo e l'altro. Il suo grande
impegno nella realizzazione di canne a livello industriale e nella ricerca della
perfezione resero Ritz molto famoso e continuamente invitato a pescare nelle riserve
migliori del mondo. Sempre fedele alla Risle e a L'Andelle non perdeva comunque
mai l'occasione di andare nella splendida Traun, in Austria, dove nacque una grande
amicizia con il guardiapesca Hans Geberstroither. Un suo sogno era quello di pescare
nell'Eu in Svezia e un invito per quello che era allora un grande fiume gli fu
offerto nel 1952. Ritz partì con la sua canna preferita: una Parabolic 9 piedi
½. Questo suo vagabondare per fiumi di tutto il mondo non rallentò i suoi studi
e la sua ricerca di materiali sempre nuovi per la costruzione di canne. Questo
lo portò, negli anni 60', nell'organico della Mitchell: qui darà un grande contributo
alla realizzazione e alla divulgazione delle prime canne in Conolon e Carbonio.
Questo grande ricercatore comunque sapeva accettare consigli dai suoi collaboratori
e riconoscere l'abilità di tutti i pescatori che incontrava sulle rive dei fiumi.
Michel Winthrop racconta che Ritz, un giorno, avendo osservato per tutta una giornata
di pesca uno zoccolaio di nome Maurice Simonet, affermò che aveva voglia di rinunciare
alla pesca tanto gli sembrava di avere ancora da imparare.
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