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Il Museo della pesca di Monaco
Nel
centro di Monaco di Baviera, in Germania, a due passi da Marienplaz, sorge il
Deutsches Fiscereimuseum. Per la sua storia, questo museo è considerato
uno dei più importanti del mondo, sicuramente il più importante
d'Europa. Già nel 1900 si aveva l'idea di fondare un museo dedicato alla
caccia e alla pesca ma fu solo nel 1934 che si decise concretamente la sua costruzione.
Il primo luogo in cui sorse il museo fu nell'ala nord del castello di Nymplemburg
e venne aperto ai visitatori nell'ottobre del 1938. Durante la seconda guerra
mondiale fu bombardato, rimanendo inagibile per lungo tempo e compromettendo seriamente
il futuro del museo. Più avanti tutto il materiale venne trasferito in
una chiesa Augustiniana ,dove venne riaperto il 3 novembre 1966. Da allora si
trova in questo edificio, considerato uno dei più belli di Monaco. Nel
1982 venne enormemente potenziato il settore della pesca, questo anche grazie
a donazioni di collezionisti privati. Il famoso pittore tedesco Bernd E. Ergert,
autore di quadri con soggetti di caccia e pesca è oggi il direttore di
questo museo, visitato annualmente da circa 100 mila visitatori. Due sono le collezioni
che fecero da fondamenta al settore della pesca: la prima, che raccoglie attrezzature
da pesca, apparteneva a un ufficiale inglese e venne acquistata dal museo grazie
all'intervento del collezionista Jurgen F. Prevlowky; l'altra è una raccolta
di ami da pesca antichi provenienti da tutto il mondo. Quest'ultima è senza
dubbio il fiore all'occhiello del museo, vi sono infatti ami scoperti nel nord
America e appartenuti agli indiani del British Columbia per la pesca degli alibut
e ami prodotti in osso e legno legati insieme con lacci ricavati da budello animale,
risalenti a migliaia di anni fa. Altri ami sono in osso di tartaruga e altri ancora
ricavati da conchiglie risalenti a 4000 anni fa e provenienti dalla Nuova Guinea.
Molti di questi reperti sono ancora in buone condizioni, solamente quelli di epoca
romana in bronzo rivelano in parte la loro età guardando i segni dell'ossidazione.
Una bacheca racchiude una collezione di arpioni e fiocine antichissime ma ancora
perfette, mentre nella zona antistante abbiamo il piacere di vedere un buon numero
di fossili di pesci preistorici. Passando nella zona più moderna del museo
ci troviamo di fronte a un grande numero di pesci imbalsamati utili per il riconoscimento
delle varie specie (di pesci che vivono nella zona) dopodichè entriamo
nella sala delle attrezzature. Qui una vetrina intera è dedicata al costruttore
austriaco di canne in legno Walter Brunner, con qualche esemplare da lui prodotto
e con fotografie che lo ritraggono insieme a Charles Ritz, grande pescatore francese
che, ricordiamo, fu l'inventore della serie di canne "PPP" della Pezon
et Michel francese. Proseguendo la visita troviamo una buona collezione di mulinelli
inglesi "Illingwotrh", raramente reperibili oggi e un bellissimo Allcocks
"Stanley" recupero con patri in bakelite prodotto solamente dal 1933
al 1937, e oggi molto ambito dai collezionisti. Altra caratteristica di questo
museo e la raccolta di quadri importanti inerenti all'argomento. Ad esempio è
custodito qui il famoso olio su tela "Forellenangler", dipinto da Henrich
Schitt nel 1889, che ritrae un vecchio pescatore intento a slamare una trota.
Altri dipinti sono il "Der forellenfiscer" di Ferdinand Meyer Vismar
del 1850 il quale ritrae una veduta notturna di due pescatori al chiaro di luna
e l'acquerello di Joseph Wagner "Fischerparr" risalente alla meta del
Settecento. Tra i quadri non mancano gli acquerelli del direttore del museo Bernd
E. Ergert, ma probabilmente il quadro più famoso a cui e stata dedicata
anche la copertina della guida per la visita è l'olio su tela di Carl Neumann
intitolato "Forellenangler und schaferin". Quest'ultimo ritrae una coppia
di fidanzati in riva a un fiume mentre stanno pescando. Una buona raccolta di
libri antichi contenuti in apposite vetrine ci accompagna verso l'uscita: qui
vediamo una prima edizione del libro inglese "British fresh water fish".
Questo grosso volume contiene parecchie tavole disegnate a pastello ritraenti
tutti i pesci d'acqua dolce inglesi. La bellezza di queste tavole insieme al fatto
che molti antiquari non esitano a tagliarle per venderle singolarmente, fa sì
che questo sia uno dei libri più difficili da reperire, e molto quotato
dai collezionisti. Altro scritto molto antico è il "Waidmeryk".
Stampato nel 1531, è considerato lo scritto più antico in lingua
tedesca in cui si parla di pesca. Siamo giunti all'uscita del museo passando da
una bacheca contenente attrezzatura moderna da mosca donata da un club locale,
a quest'ultimo si devono varie iniziative tra cui alcune fiere all'anno per collezionisti.
Concludiamo quest'articolo consigliando una visita al museo di Monaco vista la
modesta distanza e al fascino dei reperti contenuti, inoltre la zona è
ricca di fiumi e laghi alcuni dei quali molto pescosi e gestiti in modo esemplare.
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