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I mulinelli
da pesca di Alfred Illingworth, i brevetti e le imitazioni
La
data che viene considerata più importante nell'evoluzione dei
mulinelli a bobina fissa è il 4 maggio 1905, quando Alfred Holden
Illingworth, di Bradford, in Inghilterra, brevettò il modello
Illingworth n. 1 "Thread-Line". In questo mulinello un meccanismo
molto particolare ruotava intorno a un perno e a una bobina che
si spostavano su e giù. Illingworth aveva progettato questo dispositivo
per lanciare esche molto leggere con un filo molto sottile. Questo
mulinello aveva un corpo circolare sottile di 3 ¾" di diametro
(circa 9,5 cm) di lega metallica, con due pomelli inseriti nel
corpo, ingranaggi di ottone/bronzo a vista e una lunga bobina
sottile di ebano. L'unico prototipo conosciuto è del 1903.
La prima versione dello Illingworth n. 1 non aveva nessun contrassegno
mentre la seconda riportava la scritta "The Illingworth Casting
Reel" e le parole "Oil Me Please" (per favore ungimi). La terza
versione aveva una bobina molto più grande ma più corta . La maggior
parte dei mulinelli venivano forniti in una custodia di cuoio
foderata di velluto. Illingworth non guadagnò nulla dalla sua
invenzione e cedette alcuni diritti di produzione alla Light Casting
Reel Co. di Bradford e a F. Barker di Birmingham. A.E.Rudge della
ditta Helical aveva una lunga esperienza nella costruzione di
mulinelli. Egli conobbe Illingworth che gli fece da maestro e
quando Rudge si decise ad offrire sul mercato i suoi prodotti,
gli esperti riconobbero molte caratteristiche di Illingworth.
I mulinelli Helical vennero prodotti da trota e da salmone, sia
con archetto manuale che automatico. Erano costruiti in ottone
e lega, oppure completamente in lega e, durante la guerra, dove
tutti i metalli venivano usati per scopi bellici, in bachelite.
Il contenitore è del tutto simile a quelli di Illingworth, una
scatola in pelle dove c'era spazio anche per un'ulteriore bobina
e una bottiglietta di olio (oggi oggetto di collezionismo). Rudge
vendette i mulinelli Helical a ditte famose come Mallochs, Smiths
e Farlows e spesso alcuni pezzi portano il marchio di quest'ultima
sulla frizione. Con questa politica Rudge riuscì a fare affari
d'oro e ad ottenere riconoscimento e fama dal pubblico dei pescatori.
Grazie a questo successo che gli permise di vendere i suoi prodotti
in grande quantità, oggi è ancora possibile trovare sul mercato
begli esemplari a prezzi ragionevoli. J. E. Miller di Leeds commercializzava
il modello Chippendale, basato su un brevetto del 30 settembre
1909, seguito da una versione con una moltiplica descritta da
un brevetto dell'anno successivo depositato dallo stesso Miller
e da H. J. Thomas. Nel 1910 Illingworth brevettò il modello n.
2, un semplice mulinello a bobina fissa con un meccanismo ruotante
nel quale era alloggiata la bobina e un gancio prendifilo manuale.
Questo mulinello lo si può considerare il primo mulinello a bobina
fissa aperta di tipo attuale. Il mulinello aveva un grande ingranaggio
a vista e una bobina fissa. Gli ingranaggi e il piede erano di
ottone e la bobina in lega metallica. La maggior parte dei mulinelli
erano rifiniti con una vernice chiara, mentre altri avevano una
rifinitura nera bronzea. I rapporti disponibili erano 2:1 o 3:1.La
maggior parte aveva un gancio prendifilo manuale, mentre alcuni
avevano un piccolo mezz'archetto. Apparentemente Illingworth non
considerava il sistema ad archetto automatico vantaggioso, così
non lo brevettò mai. I mulinelli sono contrassegnati sulla bobina.
Questo modello rimase in produzione fino al 1913.
Nel 1912 Morris Carswell di Glasgow brevettò una variazione del
modello Illingworth n. 2. La sua modifica consisteva in un archetto
semi automatico che implicava una modifica alla forma originale
del piede del mulinello che da curvi che erano assunsero la forma
a T. Il 26 ottobre 1926 Arthur Allen, di Glasgow, brevettò il
mulinello a bobina fissa modello "spinet". Il modello n. 1 era
una copia del famoso Carswell Modified Illingworth n. 2 . Apparentemente,
nel 1925, Carswell non aveva pagato la tassa per il deposito del
brevetto e questa svista lasciò la porta aperta ad Allen che si
limitò ad aggiungere una piccola modifica a quel progetto per
ottenere un brevetto. Le dimensioni n.1 e n.2 hanno una bobina
fissa e un piccolo gancio prendifilo. Nel 1928 venne introdotto
lo spinet n.3 per salmoni, molto più grande dei precedenti e provvisto
inoltre di una bobina intercambiabile. I primi modelli avevano
una semplice vite a testa rotonda per trattenere la bobina, senza
sistema di frizione. Inoltre la maggior parte dei primi modelli
erano contrassegnati con il solo numero di brevetto sulla bobina,
mentre alcuni non avevano alcuna incisione. Nei primi anni 30,
la vite a testa rotonda era stata sostituita da un dado zigrinato
in ottone con una molla interna o una rondella. Girando il dado
si creava un attrito sulla bobina che faceva da frizione. La maggior
parte dei mulinelli recavano la scritta "A. Allen LTD. Glasgow
'Spinet' reel" più il numero di brevetto. Molti negozi vendevano
questi mulinelli con il solo numero di brevetto, per cui è difficile
datarli su questi dati. Come molti produttori, A. Allen apportava
piccoli cambiamenti agli esemplari dei vari modelli. Gli Spinet
erano in ottone e alluminio, con gli ingranaggi in ottone o bronzo.
Avevano anche un sistema di ingranaggi a vista e la maggior parte
erano laccati. Con il 1935 la maggior parte degli Spinet erano
provvisti di un carter di copertura degli ingranaggi che aiuta
nella datazione dei modelli. Nel 1913 (o 1914 secondo altre fonti)
Illingworth brevettò il modello n.3, simile al n. 2 ma provvisto,
per la prima volta, della bobina intercambiabile. In questo modello
era stato migliorato anche la frizione. C'era poi un piccolo cricchetto
fisso, in modo che mentre il filo usciva si sentiva un clicchettio.
Anche questo modello aveva un gancio prendifilo manuale in quasi
tutti i mulinelli. Il n. 3 aveva diverse altre piccole modifiche,
compreso un carter per la copertura degli ingranaggi.. Di questo
modello vennero prodotte numerose versioni. Nel 1921 venne brevettato
un nuovo modello n. 3 con una diversa bobina, un nuovo sistema
di frizione, una bobina più capiente ed il carter di serie. Nel
1924 Illingworth presentò il n. 3 modello #28 ½ con una bobina
e alcune parti in oro a 18 K. Nel 1926 queste parti potevano essere
anche in nickel. Nel 1933 venne introdotto il n. 3 featherweight
(peso piuma). Nel 1936 si poteva acquistare una copertura per
la scatola degli ingranaggi per le versioni precedenti che non
avevano questa caratteristica.
Nel 1926 Walter Stanley brevettò il modello Allcock Stanley, che
assomigliava all' Illingworth n. 1. Ancora una volta, nonostante
fosse una riedizione di un vecchio modello, ne vennero venduti
migliaia ed era ancora disponibile sul finire degli anni '50.
IL Modello di Illingworth n. 4 Salmon Reel venne brevettato, ne1930
(o 1931), a nome della The Light Casting Reel Co., e non di Illingworth.
Era una versione più pesante, in lega di alluminio, più resistente
alla corrosione, e aveva un movimento della bobina più pronunciato
grazie un diverso progetto dell'asse principale e dei meccanismi
di avvolgimento. La scatola degli ingranaggi era suddivisa in
due parti e fissata da un grosso dado sul retro. Nello stesso
anno veniva presentato il n. 3 modello DS28 Un tentativo di pirateria
industriale venne effettuato da P. O'Reilly nel 1931. Il suo brevetto
è simile a un Carswell/Allan con mezz'archetto semiautomatico.
Allcocks seguì il tema di Illingworth nel 1932 con il Duplex,
che aveva il meccanismo di rotazione sotto-sopra, una caratteristica
tecnica che nessun avrebbe adottato in seguito. Nel 1932 veniva
presentato lo Illingworth . 4 MKII, nel 1934 il MKIII. Avevano
tutti le stesse caratteristiche del n. 4, con piccoli cambiamenti
nel coperchio della scatola degli ingranaggi e nella frizione.
L'ultimo Illingworth, il n. 5, comparve nel 1937. Era essenzialmente
uguale al n. 4 a parte che la scatola degli ingranaggi era di
bakelite. Ne esistono versioni con piccole differenze. Questo
modello non riscosse particolare successo.
Colleziorare
gli Illinghorth e le varie imitazione e varianti di altri artigiani
è sicuramente interessante. In Italia non sono mai stati distribuiti
e quindi sono difficili da reperire ma di certo si tratta di un
pezzo di storia nell'evoluzione dei mulinelli da lancio a bobina
fissa.
- Il mulinello da lancio in Italia Storia
ed evoluzione
-
Gli Hardy " Perfect"
- I mulinelli di Frank Philbrook.
- I mulinelli di Edward Vom Hofe.
- I mulinelli automatici nella pesca
a mosca.
- Il mulinello Hardy "Fortuna".
- Otto Zwarg.
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