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Gli
Hardy " Perfect"
Il
Perfect è il modello più famoso della Hardy, probabilmente il
mulinello da mosca di questa casa inglese di alta qualità che
ha riscosso più successo e che è stato più copiato da altri produttori.
Questo mulinello rivoluzionario è entrato a pieno diritto nella
leggenda del collezionismo per varie ragioni. In primo luogo è
stato il primo modello da mosca montato su cuscinetti a sfere,
in secondo luogo ha subito varie modifiche tecniche ed estetiche
rimanendo sempre all'avanguardia per molti anni. Tutte queste
varianti, insieme alle piccole serie limitate nella produzione,
hanno fatto sì che vi siano appassionati prevalentemente inglesi
e americani, che collezionano solamente questo modello. Dai primi
modelli all brass, tutti in ottone, del 1880 agli ultimi degli
anni '80 sono state fatte più di 170 varianti, tra misure e serie,
e non si conosce il collezionista che li abbia tutti. La prima
pubblicità del Perfect comparve nel 1891, anche se in alcuni cataloghi
successivi della Hardy la data di inizio produzione viene indicata
nel 1885. Questo è dovuto al fatto che probabilmente esistono
prototipi del 1885, ma la commercializzazione iniziò nel 1888.
Quando lo presentò, la Hardy sostenne che era il miglior mulinello
del mondo, tenendo conto anche dei modelli americani. Forse a
quei tempi solamente Vom Hofe avrebbe potuto obiettare.

Il primo Perfect aveva una grande bobina forata, un semplice ed
efficiente guidafilo e una frizione molto rudimentale. Era disponibile
in 15 dimensioni, da 2 ¼ a 5 ¼ pollici; quest'ultimo pesava 33
½ once. La capienza del modello più grande era di 40 yard di coda
di topo e di 160 yard di backing. Il primo modello era dotato
di cuscinetti a sfere, l'elemento che maggiormente contribuì al
suo successo. Nel 1891 il Perfect costava, negli Stati Uniti,
da $5 a $15 a seconda del modello. Nel giro di dieci anni questo
modello aveva assunto la forma che avrebbe conservato per i 50
anni successivi. Nel 1897 venne fabbricata anche una variante
con la bobina stretta. Nel 1920 la linea dei Perfect aveva già
raggiunto il suo culmine ed era suddivisa in due categorie. La
prima, Salmon Perfect, offriva undici dimensioni da 3 a 6 pollici.
Il modello più grande, in alluminio, pesava 28 once. Su questi
modelli un guidafilo in agata o metallo, veniva offerto come optional.
La seconda categoria comprendeva il Mark I Perfect, un modello
più piccolo e un po' più leggero per la pesca alla trota. Come
tutti i Perfect successivi, questo modello poteva essere facilmente
smontato ruotando la piastra frontale in senso antiorario poichè
non venivano utilizzate viti di blocco, come invece nei modelli
più grandi da salmoni . Erano disponibili cinque dimensioni, da
2 ¼ a 3 7/8 pollici e potevano essere dotati, a richiesta, di
guidafilo in agata, brevetto della Hardy. Già nel 1923 i modelli
da salmone più grandi, da 4 ¾ pollici in su, erano disponibili
solo su ordinazione, e dal 1926 il più grande era il 4 ½ pollici.
La serie Mark I rimase praticamente immutata, mentre la Mark II
venne introdotta nel 1924. In quel periodo vennero introdotte
anche le versioni per mancini. Le dimensioni disponibili del Perfect
sono rimaste le stesse dal 1926 al 1967, quando il modello uscì
di produzione, per poi essere ripreso. Unica eccezione il Salmon
Perfect di 3 pollici che non venne più prodotto. Tutti i Perfect
erano dotati di cricchetto e frizone. Nel 1912 la Hardy introdusse
il suo Patented Compensating Check (controllo compensante brevettato),
che sarebbe diventato il dispositivo di controllo standard su
tutti i suoi mulinelli. Elemento base di questo dispositivo era
il nottolino scanalato che consentiva alla linguetta del nottolino
di spostarsi liberamente sul dente della ruota dentata senza che
la tensione fosse eccessiva. Nel 1917 il dispositivo venne leggermente
migliorato per consentirne una riparazione più agevole. Fra il
1912 e il 1917 la Hardy effettuò vari esperimenti sulle frizioni,
prima di arrivare alla sua versione definitiva, per cui si trovano
mulinelli che presentano piccole variazioni. Le parti di ricambio
in dotazione comparvero solo a partire dal 1923. La Hardy fabbricò
numerose variazioni del Perfect con un'ampia gamma di opzioni.
Uno dei primi fu il mulinello Bougle, brevettato nel 1902. Questa
serie fortunata deve il suo nome al vicepresidente di un club
di pescatori a mosca di Parigi, autore di parecchi scritti sulla
pesca in Francia. Il Bougle ha la caratteristica di avere i ponti
esterni alla bobina, questo lo rende più leggero ed ugualmente
capiente. All'inizio era disponibile solo nella versione da 2
½ pollici; in seguito la versione da 3 pollici sostituì quella
da 2 ½ pollici e ne venne offerta anche una da 3 ¼ pollici. Il
Bougle venne prodotto fin poco prima la II guerra mondiale. Per
datare i Bougle, si fa riferimento al diametro della vite della
regolazione della frizione e al ponticello al di sopra di essa.
Un'altra variante del Perfect fu il Silent Check, comparso nei
cataloghi Hardy nel1908. Era disponibile solo nella dimensione
3 5/8 ed era dotato di una frizione modificata per non emettere
alcun rumore, da quì il nome Silent. Il modello non ebbe molto
successo e venne prodotto solo fino al 1920, anno in cui apparve
un nuovo mulinello da mosca sempre basato su questo tipo di frizione,
il Saint George, recupero che uscì poi di produzione nel 1926.
L'ultima versione della frizione Silent Check venne brevettata
nel 1931.Questo mulinello venne costruito in varie dimensioni,
quattro nelle misure da trota e quattro in quelle da salmoni.
Una piccola serie di modelli interessanti da collezionare fu quella
fabbricata dal 1917 all'inizio degli anni '30. Questi mulinelli,
fabbricati senza cuscinetti a sfera in varie misure, anche da
salmone, non ebbe un grande successo commerciale ed è stata ormai
ribattezzata dai collezionisti con il nome di "Eunuc Series".
Un'ultima variazione del Perfect fu lo Special Perfect, un mulinello
leggero comparso verso il 1920. Anche questo era in una sola dimensione
(3 ¼). Un suo aspetto curioso è che veniva pubblicizzato come
mulinello molto leggero, mentre la differenza di peso rispetto
a un Perfect tradizionale era trascurabile. I cataloghi dicevano
che pesava 7 once (tranne uno che lo poneva a 6 ¾ once), mentre
il Salmon Perfect delle stesse dimensioni pesava 7 ¼ once, solo
che quest'ultimo aveva una capacità di 35 yard di coda e 100 yard
di backing e lo Special poteva contenere 35 yard di coda e 65
yard di backing.
Una novità importante introdotta dalla Hardy fu l'interscambiabilità
delle parti fra i suoi vari mulinelli: nel 1920 questo era possibile
solo fra il modello Perfect e l'Uniqua, mentre dal 1926 tutti
i mulinelli da mosca Hardy (Perfect, Bougle, Special Perfect,
St. George e Uniqua) avevano parti interscambiabili. Un sistema
per l'identificazione del periodo di fabbricazione di un Perfert,
proviene dagli accessori esterni. Questo è il metodo più veloce
ma in cui bisogna stare molto attenti alla possibilità di incappare
in qualche falso d'autore, viste anche le ultime quotazioni dei
primi modelli prodotti. I pomelli, nei primi esemplari, erano
in avorio, si è poi passati all'ebonite per poi adottare un materiale
simile a quest'ultimo ma derivante da una resina. Per qualche
anno si è usata anche una resina che somigliava molto all'avorio,
ma quest'ultima è facilmente riconoscibile in quanto sempre fredda
al tatto. Anche il piede del mulinello ha avuto un'evoluzione:
dai primi in ottone zigrinato si è passati all'ottone liscio per
poi passare alla lega. Possiamo utilizzare un altro sistema per
datare i Perfect, svitando la bobina e valutando il sistema di
frizione interno. Abbiamo lasciato per ultimo il famoso logo "Rod
in Hand". Nei primi esemplari era stampigliato sulla cassa del
recupero insieme alla dicitura "Hardy Alnwick" scritta in cerchio
sull'asse del perno centrale. Successivamente si è passati al
marchio ovale "Hardy Makers Alnwick" insieme al "Rod in Hand".
Nel 1920 fecero la comparsa le misure del recupero stampate nel
retro ma non su tutte le varianti. Spesso nei cataloghi Hardy
venivano indicati modelli già in distribuzione da tempo, oppure
venivano prodotti mulinelli con parti differenti da quelle descritte
in catalogo. Questa è una costante di varie aziende di grande
produzione, ma nel nostro settore questo purtroppo genera spesso
confusione e difficoltà nel riconoscimento dei vari modelli.
- Il mulinello da lancio in Italia Storia
ed evoluzione
- I mulinelli di Frank Philbrook.
- I mulinelli di Edward Vom Hofe.
- I mulinelli automatici nella pesca
a mosca.
- Il mulinello Hardy "Fortuna".
- Otto Zwarg.
- I mulinelli da pesca di Alfred Illingworth,
i brevetti e le imitazioni.
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