-Halford e Skues

HALFORD, SKUES E LA FACCENDA DELLA MOSCA SECCA

COME ANDARONO REALMENTE LE COSE TRA I DUE PRINCIPALI INNOVATORI DELLA PESCA A MOSCA. CON RIFERIMENTI PRESI DAI DIARI ORIGINALI E I LIBRI PUBBLICATI DAI DUE PESCATORI, ARTICOLI DEL PERIODO APPARSI SU "THE FIELD", "THE FISHERMAN GAZETTE", " THE SALMON AND TROUT MAGAZINE" ED IL DIARIO DEL FLY FISHING CLUB DI LONDRA.

Le carriere di pescatori di Halford e Skues si incrociarono in molti punti e, col passare del tempo, i loro contatti portarono poca gioia ad entrambi. I due hanno scelto di non dirci molto dei loro rapporti, per cui molto deve essere oggetto di supposizioni. Halford disse molto poco del suo atteggiamento nei confronti di Skues, e comunque fu il primo a lasciare la scena. E Skues, benché visse più a lungo di Halford di decenni, fece i suoi riferimenti attenendosi alle buone maniere e alle convenzioni sociali di vecchio stile, e non disse mai del tutto ciò che provava per Halford e la sua tecnica di pesca. Le sue memorie, mai pubblicate ma presenti in una copia dattiloscritta al Club dei pescatori a mosca di Londra, sono deludenti a tal riguardo, poiché non ci illuminano affatto sulle due questioni fondamentali della vita di Skues: il suo rapporto con Halford e le circostanze del suo ritiro, nel 1938, dalla cerchia dei pescatori di Abbots Barton. Si è spesso discusso dell'atteggiamento di Skues verso Halford come di qualcosa di immutabile. In realtà i suoi sentimenti subirono un cambiamento notevole durante la loro vita in comune, e continuarono a cambiare in modo sostanziale dopo la morte. All'inizio, come la maggior parte dei suoi contemporanei, egli fu un ammiratore stupefatto ed acritico di ciò che percepiva come un'impresa grandiosa ad opera di un grande uomo. Il libro di Halford "Dry fly fishing", pensava, conteneva tutto ciò che ciascuno aveva bisogno di conoscere sull'argomento, e la vita di un pescatore sarebbe stata un processo di apprendimento e di applicazione sui corsi d'acqua di tutti i consigli e suggerimenti di Halford. Quando Halford morì, però, le relazioni tra i due erano sensibilmente peggiorate, sebbene non vi siano elementi per affermare che i rapporti sociali tra i due siano mai stati interrotti, almeno formalmente. Dopo la morte di Halford Skues probabilmente si sentiva più libero di proseguire i suoi esperimenti con le imitazioni di ninfe, e il suo secondo libro, The way of a trout with a fly (1921), fu accolto con acclamazione. Alcuni anni più tardi, nel 1929, si sentì abbastanza sicuro da scrivere, sulla rivista The salmon and trout, un magnanimo tributo ad Halford. In esso egli chiarì che pensava che l'influsso di Halford fosse ormai superato e che la sua dottrina fosse, almeno in parte, in discussione. Comunque, sarebbe un peccato spingersi troppo oltre, scriveva Skues, e rigettare tutti i suoi insegnamenti. All'epoca in cui Halford si occupava di problemi relativi alla pesca rese un servizio essenziale e il suo secondo libro era ancora aggiornato e attuale. Il fatto che non cercò di legiferare su altre forme di pesca con la mosca oltre che a quella con la mosca secca costituì forse un vantaggio: in tal modo, tutte le sue energie si concentravano solo su questa tecnica. Verso la fine dell'articolo, però, Skues osserva, con apparente innocenza, che Halford sarebbe ancora famoso anche se non avesse scritto niente dopo il 1889; visto che, dentro di sé, pensava che in realtà sarebbe forse stato meglio se in quella data si fosse fermato. Tuttavia, letto nel suo insieme, il pezzo era un tributo generoso ad un uomo che, in passato, aveva causato a Skues molta irritazione. Poco tempo dopo la pubblicazione di quest'articolo, sui chalk streams del sud Inghilterra, le cose cominciarono a cambiare. Skues aveva immaginato che Halford e la sua influenza sarebbero stati messi a tacere, ma in realtà non fu così. Gli anni Trenta del Novecento videro un considerevole risorgimento di halfordismo, come vedremo in seguito, e verso la fine del decennio Skues stava cominciando a perdere la proverbiale pazienza inglese. Non avrebbe scritto l'articolo del 1929, o qualcosa di simile, nel 1939. In Nimph fishing for chalch stream trout (1939) egli dedica un lungo passo a quelle che considerava essere le parti sgradevoli dell'edificio di Halford. Ma forse l'evidenza più sintomatica può essere trovata nell'ultima opera di Skues, Itchen Memory (1951), che descrivono il suo primo incontro con Halford nel settembre 1891. Storicamente interessante, questo testo merita una lettura attenta anche perché c'è una buona dose di quieta furia appena sotto la superficie. Skues sente dire che il "grande uomo" (un'espressione sdegnosa ripetuta, a mo' di enfasi, più di una volta nell'opera) pescherà presso Abbots Barton ed alloggerà al Gorge Hotel. Il giorno seguente, nella zona di pesca, Skues incontra di nuovo il "grande uomo", il quale attraversa il prato ed avvicina Skues ed il suo amico "per consigliarci gentilmente" sulla mosca da utilizzare, mostrando loro la sua. Skues non solo respinge dentro di sé (ma senza dir niente) la scelta di Halford, ma è scandalizzato dalla rude insolenza di Halford ed ancora di più lo è ogni giorno della settimana, quando si rende conto di aver pescato più di lui. Un riferimento a questo incontro era apparso in precedenza, nel 1917, sulla Rivista del Club dei pescatori a mosca di Londra, ed il suo tono alquanto differente dà un'idea del cambiamento dell'opinione di Skues riguardo ad Halford: "Ci incontrammo alla capanna circa all'ora di pranzo, e "Il maestro" chiese com'era andata, ed io non dimenticherò mai il suo generoso e cordiale "Ben fatto!" quando risposi "Due coppie e mezzo". Qualsiasi cosa sia successa in seguito, il caloroso ricordo della venerazione di Halford era già in Skues nel 1917. Alcuni indizi su come cambiarono i loro rapporti può già essere emerso, da ciò che si lascia intendere sulla personalità di Halford. Ora bisogna dire qualcosa di più sul suo antagonista. Gli anni di formazione di Skues al Winchester College possono essere stati importanti. Fu un'esperienza di contrasti molto forti. Da un lato era una situazione privilegiata inaccessibile alla grande maggioranza dei ragazzi della Gran Bretagna. Winchester era una fondazione antica e famosa che aveva sede in edifici venerandi, in una bella cittadina in riva ad uno dei più famosi fiumi da trota del mondo. Aveva finalità altamente erudite ed il programma di insegnamento era accurato e rigoroso; lo studente ideale del Winchester College doveva avere una mente ben allenata ed un carattere ragionevole e riservato. Nel diciannovesimo secolo il College formò una marea di abili amministratori, diplomatici, soldati, navigatori ed ecclesiastici. Ma l'atmosfera, come in molte scuole private dell'epoca, era rigida e gerarchica. Winchester venne descritto nel 1908 come l'istituzione più conservativa al mondo. Per quelli preparati a seguire il sistema, che dopotutto saranno stati la maggioranza, le cose andavano bene; tuttavia, c'era sempre un gruppo ben più ristretto di ragazzi che non erano disposti a conformarsi al sistema, e di questa categoria faceva parte lo stesso Skues. Nelle sue memorie mai pubblicate egli scrisse: " Per tutti i cinque anni trascorsi a Winchester io fui vagamente consapevole di una pressione esercitata su di me per plasmarmi ad un modello, e benché io consideri questi cinque anni come i più felici della mia vita, …il mio istinto fu sempre quello di resistere a tale pressione e di conservare la mia individualità". Ma ci furono anche altri influssi. Quando Skues era a Winchester, il direttore era il terribile riformatore George Ridding, che si era abbattuto sul posto come un tifone, aveva bandito molti delle usanze medievali che caratterizzavano la vita a Winchester, aveva fatto demolire una serie di edifici inadatti ed insalubri e, durante le riunioni, amava pronunciare le parole "Siamo concreti!". Così Skues fece la strana esperienza di trascorrere gli anni della sua formazione in una scuola tradizionale contro la quale si ribellava, con a capo un riformatore vulcanico al quale egli può aver guardato con interesse. Winchester aveva anche un lato più oscuro. Come nella maggior parte delle scuole private, al di fuori dell'orario scolastico il luogo era gestito prevalentemente dai prefetti, che avevano poteri illimitati nell'infliggere punizioni corporali. Per quanto fosse un grande riformatore, Ridding aveva lasciato inalterato questo aspetto della vita del College, e lo sfortunato Skues vi capitò proprio in un periodo in cui si era giunti ad una vera orgia di sadismo, registrata in parecchie altre memorie di ex studenti di Winchester dell'epoca (v., per esempio, Sir Charles Oman, Memorie della Oxford vittoriana). Nelle sue memorie Skues riferisce di essere stato frustato undici volte nelle prime otto settimane e da adulto si convinse che questo avesse influito negativamente sulla sua crescita. Fortunatamente la situazione era a tal punto fuori controllo che una lettera di lamentele dello studente Macpheson finì nella rubrica delle lettere al direttore di The Times, dove rimase per settimane, il direttore fu costretto ad intervenire ed il regime delle punizioni divenne più ragionevole. Skues, però, ricordava Macpherson meno come una vittima che come un eroe, perché l'anno seguente prese una trota che pesava più di 5 libbre con un Red Quill nel vicino ruscello Logie. Un altro ragazzo di nome Mitchell ne prese una da sei libbre nel giardino di Warden. Ma simili trionfi non erano per Skues. Da ragazzo di cultura quale era, con i genitori lontani, in India, e poco denaro per le piccole spese, se paragonato ai suoi compagni più fortunati, lui, con la pessima canna ed attrezzatura da pesca, imperversava sulle trote stanche di vivere della Old Barge e del College Meadow con scarsi risultati. Con le trote dell'Itchen poté far poco fino al 1883, alcuni anni dopo aver terminato la scuola, quando gli diedero la licenza permanente di pescare al di sopra di Winchester, nella riserva di Abbots Barton. Il territorio di pesca era stato preso in affitto da Irwin Cox, uno dei proprietari della rivista The Field , e qui Skues avrebbe pescato per oltre mezzo secolo e sviluppato le sue idee all'avanguardia. Un punto importante è che, per la prima volta, Skues imparò ad essere efficace con la mosca secca, e solo in seguito cominciò a sviluppare una maniera accettabile di reintrodurre la mosca sommersa nei chalk streams. Abbots Barton era un luogo particolarmente adatto agli esperimenti con la mosca sommersa. Nel tratto superiore, l'Itchen era perlopiù caratterizzato da corrente rapida, come il Test, ed era facile per una mosca che si schiudeva uscire dall'involucro ninfale e raggiungere la superficie. Ma la notevole lunghezza del ramo principale del bacino idrico, ad Abbots Barton, con la sua lenta corrente e la sua superficie piatta, presentava un problema di tensione superficiale per la ninfa, che sarebbe andata alla deriva per molte decine di metri nel tentativo di "forare" la superficie. Certi giorni le trote ninfavano tutta la mattina, condannando i puristi halfordiani ad ore di inattività mentre a Worthy, alcune miglia a monte, le bollate erano numerose. In questi primi anni Skues, un uomo tranquillo e modesto, sembra fosse reso un po' nervoso dalla presenza dei grandi pescatori coi quali a volte condivideva il bacino di pesca. Scambiava alcune parole con Francis Francis (l'autore del famoso Book of angling), ma rimpianse per tutta la vita di non aver avuto il coraggio di avvicinare George Selwyn Marryat. Talvolta, quando il Winchester giocava a cricket con Eton, vedeva in lontananza l'alta figura che gli era familiare, con indosso il cappello trapunto di mosche, ma evitava l'incontro. Irwin Cox aveva dato anche ad Halford il permesso di pescare ad Abbots Barton, e Skues era destinato ad imbattersi in lui prima o poi. Nella tarda estate del 1889 Halford vi pescò per sei giorni, uno dei quali andò a vuoto, e prese ben 20 trote, che pesavano in totale 24 libbre e 8 once. Vi pescò per altri cinque giorni nel 1890, ma fino al 1891 non incontrò Skues. Come accennato sopra, Skues ci dice che questo incontro avvenne in settembre, ma il diario di Halford rivela che, il 18 maggio 1891, lui, Skues e l'avvocato Percy Gye erano tutti sul fiume contemporaneamente (può darsi che Skues non ne fosse al corrente). Halford sapeva sempre quando altri pescatori erano sul fiume ed era solito registrare le loro gesta: quel giorno il diario riporta: " Gye 2 trote, Skues 2 trote. I pesci ninfano su iron blue, olive e pale palery ". Halford tornò a pescare ad Abbots Barton il 4 e il 5 novembre. Il giorno seguente andò a pescare nella famosa pool da salmoni a Woodmill, sull'Itchen inferiore, di proprietà di Samuel Montagu, poi tornò a pescare ad Abbots Barton il 7 e l'8 settembre. I suoi cinque giorni di pesca produssero dieci trote del peso di 12 libbre e 12 once. Il primo incontro tra Halford e Skues ebbe dunque luogo la sera del 4 settembre. E' un peccato non saperne di più di questo incontro curioso. Skues ci ha detto abbastanza perché noi possiamo abbozzare la scena, ma il resto dobbiamo immaginarlo: la cerchia dei pescatori, il whisky e il tabacco, Halford, sereno e sibillino come l'oracolo di Delfi, che di tanto in tanto elargiva piccole pillole di legge, e il giovane Skues, un possibile alleato, forse un po' carente di quella docilità che ci si aspetta dai colleghi più giovani, ma prontamente trattenuto ("Con trepidazione mi azzardai ad interloquire, e lo feci come si conviene, ma in tono scherzoso, corretto e coerente con la mia posizione"). Halford rimase colpito da Skues e si offrì di presentare la sua candidatura per il Club dei pescatori a mosca (inutile ricordare che all'epoca riuscire ad entrare in uno di questi club era molto difficile, se non si avevano ottime referenze come pescatori, costruttori di artificiali e buone maniere a tavola). Skues si era appena salvato da un brutto attacco di influenza e non era sicuro di vivere ancora a lungo, dunque declinò quest'offerta, ma quando entrò a far parte del Club, nel 1893, Halford e William Senior furono i suoi sostenitori. In seguito essi si videro molto spesso. I contributi di Skues alle pubblicazioni sulla pesca di quel periodo mostrano che risentiva molto dell'influenza di Halford. In effetti, sarebbe corretto considerarlo un suo discepolo fino alla metà degli anni Novanta dell'Ottocento. Come suo fratello C.A.M. Skues scrisse nel 1950, "Gli ci vollero molti anni per sviluppare quell'acuta capacità d'osservazione che lo rese un così grande maestro". Senza dubbio fu felicissimo quando riuscì ad ottenere un invito nella riserva di Ramsbury, visto che l'aveva tanto desiderato, ma dovette registrare solo una serie di rotture e pesci persi. Nel 1897 Skues divenne un membro del comitato del Club dei Pescatori a mosca, il che significa che lui ed Halford stettero ancor di più l'uno in compagnia dell'altro. Partecipò sempre di più agli affari del Club, divenendo infine responsabile per l'approvvigionamento del materiale per la costruzione di mosche. Ma quello stesso anno Skues cominciò a dar prova della sua indipendenza scrivendo alcuni articoli sulla pesca a sommersa. Aveva riflettuto sulla pesca a ninfa dal 1889 e negli anni seguenti gli piacque affermare che aveva combattuto una battaglia solitaria contro la dottrina della mosca secca, ma in realtà era in buona compagnia. Infatti, un certo numero di pescatori restarono aperti alla pesca con mosca sommersa sui chalk streams. Nell'ottobre 1891 William Senior, sentendo forse che il codice della mosca secca stava diventando più rigido nel corso dell'anno, scrisse su The field un lungo articolo intitolato "Wet fly on a chalk streams", in cui descriveva il successo ottenuto sul torrente Driffield Beck con quel metodo e citava l'opinione di Lock, il guardiapesca di Abbots Barton, secondo il quale, quando tira un forte vento verso valle, "l'unica chance consiste nel mettere un paio di grosse mosche sommerse". A questo scritto rispose, una settimana dopo, Skues, all'epoca un collaboratore poco conosciuto, il quale descriveva un giorno di fiaschi che si tramutarono in altrettanti successi grazie all'uso di una Dark Olive sommersa. All'inizio di Minor tactics on a chalk stream (1910) lo nomina come un evento importante, del cui pieno significato si rese conto solo nel giro di alcuni anni. Skues continuò a bombardare i giornali delle sue idee sulle mosche sommerse, perciò Minor tactics del 1910 non apparve come un fulmine a ciel sereno: i lettori di The field e The fishing gazette conoscevano queste idee da anni. Nell'aprile 1906 Halford pubblicò su The field un articolo nel quale attaccava ancora una volta, con parole forti, l'uso della mosca sommersa, e descrisse la pratica poco sportiva di camminare a grandi passi verso valle terrorizzando i pesci con goffe tattiche di lancio trasversale e in diagonale lungo il corso del fiume. Doveva aver letto spesso che questo era precisamente ciò che Skues non amava, infatti una settimana dopo, il 21 aprile, Skues scrive ancora una volta in favore della tecnica di gettare in modo corretto e non a casaccio la mosca sommersa, facendo notare che, nei giorni in cui il sole splende nel cielo e le trote bollano, è di fatto meno probabile spaventare i pesci in questo modo che con una mosca secca. Questo era davvero un duro colpo diretto ad Halford, che aveva insistito per anni nell'affermare che uno dei maggiori vantaggi della mosca secca consisteva nel suo essere più fine e discreta, mentre la mosca sommersa era invadente e, spaventando i pesci, correva il rischio di rovinare la pesca a tutti. Un anno dopo Sheringham, in una serie di articoli per principianti apparsi su The Field, raccomanda proprio l'uso di mosche sommerse per i pescatori alle prime armi . Non è difficile immaginare che Halford si sia allarmato. La purezza della sua dottrina un tempo rivoluzionaria era messa in discussione da persone che lui deve aver visto come revisionisti non autorizzati. Lui ripeteva di essere ben consapevole che la trota per la maggior parte del tempo prende il cibo sott'acqua, ma questo fatto non aveva rapporto alcuno con la questione fondamentale: questo cibo non poteva essere imitato perfettamente con successo e la tecnica di pesca era poco sportiva. Che i sostenitori della mosca sommersa dimostrassero la giustezza della propria tesi sui chalk streams. Poteva anche funzionare di tanto in tanto, ammetteva, ma solo in quelli che lui chiamava "giorni fortuiti"; in condizioni normali simili tentativi erano "destinati ad andare male". In quella data, se tra i due c'era mai stata una relazione tra maestro e discepolo, essa apparteneva già da tempo al passato. Per Skues non c'era mai stata la possibilità di essere invitato a pescare nella riserva di Mottisfont (riserva in cui Halford aveva i suoi più accaniti sostenitori). Un corrispondente chiamato "Catherlough" nel 1937 scrisse nel Giornale del Club dei Pescatori a mosca che, quando vi si recò per la seconda volta, fu così incauto da cominciare una discussione con il suo compagno di pesca circa Skues e la ninfa. In seguito non ci fu un terzo invito, "e Mottisfont non mi conobbe più". I pescatori di altre parti della Gran Bretagna devono aver sentito, e non per la prima volta, che si stava dando troppo peso alle ordinanze provenienti dalla zona dei Chalk streams, anche se dal punto di vista di Halford, una volta che lui si era pronunciato su una questione, questa era definitivamente risolta. Col passare del tempo il progetto di Halford sulle tattiche corrette da adottare sui torrenti diventava, semmai, più austero e rigido. La ragione che viene solitamente addotta per spiegare questo cambiamento è che stava diventando vecchio e abitudinario. Forse ci potrebbe essere anche un'altra spiegazione, la quale rende forse più onore ad Halford di quanto si sia ammesso. I cambiamenti nel mondo della pesca avvenuti nei due decenni precedenti, di molti dei quali era stato ampiamente responsabile, per un certo periodo erano stati per lui una fonte di inquietudine. Il diletto e il fascino della nuova arte della mosca sommersa avevano attirato schiere di pescatori e il metodo Halford-Marryat, che consisteva nel perlustrare attentamente e con tranquillità, o semplicemente sedersi in una posizione vantaggiosa fino all'inizio delle bollate serali attaccando in modo discreto ma fatale allorquando si presentavano le condizioni giuste e ritirandosi sportivamente dopo aver preso una o due coppie di pesci, non era raccomandato a tutti. Il club e le aree dove per pescare bisognava essere abbonati stavano diventando luoghi affollati, con i nuovi venuti che, mancando di esperienza, percorrevano senza posa le rive lanciando continuamente quando credevano di vedere un pesce o semplicemente un luogo favorevole, occupando moltissimo spazio sulla riva e disturbando la tranquillità dell'area di pesca, prendendo alcuni pesci ma istruendone molti di più. Sui giornali di pesca ci si lamentava anche del fatto che la nuova tecnica di pesca potesse essere troppo efficace. In giornate in cui le condizioni erano ottimali si temeva che si pescassero davvero troppi pesci. Halford si deve essere sentito in parte responsabile per il fatto che le cose non erano più sotto controllo. Questi argomenti sarebbero emersi nuovamente nel dibattito sulle ninfe del 1938. E' su questo sfondo che deve essere vista, nel 1910, la pubblicazione di Minor tactics on the chalk stream. L'utile termine "Tattiche minori" era stato usato da Skues nel lontano 1900 come titolo per parecchi articoli apparsi su The field . Il libro fu scritto su suggerimento di Sheringham ed era in parte il frutto dell'assemblaggio di materiale pubblicato in precedenza. E' stato probabilmente il libro più importante del ventesimo secolo relativo alla pesca sui chalk streams. Skues fu attento a cominciarlo con un rispettoso tributo ad Halford e al suo Dry fly fishing, definendo quest'ultimo come l'ultima novità sull'argomento, e procedette col suggerire l'alternativa della mosca sommersa semplicemente come un optional cui il pescatore avrebbe fatto ricorso quando le condizioni lo permettevano. Le mosche sommerse servivano ad integrare, non a soppiantare le tattiche principali della mosca secca. Skues proponeva in prevalenza l'uso di piccole mosche sommerse poco adorne, con le ali in su alla maniera scozzese. Il frontespizio a colori ne mostrava otto esemplari, oltre ad una sola ninfa e a parecchie intermedie. Ma subito dopo la pubblicazione del libro Skues cominciò ad abbandonare la mosca alata sommersa a favore della forma ninfale, e nel dicembre 1911 pubblicò su The field un articolo sulla costruzione delle ninfe, con le famose immagini del capitano St Barbe Goldsmith in seguito incluse in The way of a trout with a fly (1921). Se, dunque, Minor tactics fosse stato rimandato di un anno o due, gli esempi basati sulle forme tradizionali di mosche sommerse sarebbero sparite e avrebbero preso il loro posto una serie di ninfe. La ricezione del libro fu incoraggiante. In una nota alla seconda edizione del 1914, Skues notò con stupore che, nelle circa 50 recensioni del libro, non vi era nessuna parola aspra; a dire il vero, alcuni critici l'avevano spinto ad essere più aggressivo col purista della mosca secca. Eppure, gli scrittori successivi hanno sempre affermato che il libro suscitò un coro di proteste. The field fu benevolo e scrisse di "Suggestive successioni di pensieri …seguiti con chiarezza logica…in cui spetta un ruolo prominente alla grazia salvifica dello humour ", lodando l'autore per il fatto che aveva evitato un tono "ultra-solenne". Marston nella Fishing gazette fu cordiale, ma dubitò che la lobby dei fautori della mosca secca potesse essere convertita; egli passò ad E.M. Tod il compito di scrivere un'ampia recensione, che apparse a tempo debito, il 2 aprile 1910. Tod era entusiasta del libro. Per molto tempo l'avevano irritato quelle che egli considerava le irragionevoli pretese di alcuni pescatori del sud, ed ora era stato aperto un varco nella loro linea di battaglia. La sua recensione era lunga, dettagliata e favorevole; in forte contrasto rispetto alla recensione che avrebbe scritto tre anni dopo per il libro di Halford. Halford non recensì il libro e neppure vi rispose pubblicamente. Questo ha portato alcuni scrittori a chiedersi se ne vide mai una copia: un'idea bizzarra, ed in sé molto improbabile. Ad ogni modo, è stata ritrovata la copia personale di Halford di Tattiche minori, con all'interno la dedica deferente di Skues: "F.M. Halford, ex dono G.E.M. Skues, 31 marzo 1910", ed Halford deve avere avuto più di una vaga idea del suo contenuto in base agli articoli pubblicati in precedenza da Skues. Un certo numero di passaggi sono segnati a matita, come se lui stesse pianificando di farne una recensione, ma in genere sono privi di commento. Questo è in netto contrasto rispetto agli altri libri della sua collezione, come Scentific angler di David Foster, che contiene commenti taglienti e pungenti ("Fesserie, scocchezze, ecc.). L'impressione che abbiamo della lettura di Tattiche minori da parte di Halford è quella di un'assorta concentrazione. Qui e là si trova una nota occasionale, ma solo in punti particolari. Per esempio, a pag. 35, quando Skues nomina il gamberetto d'acqua dolce, un passo piuttosto rischioso per un pescatore a mosca nel 1910, Halford scrive: "Marryat usava tessuto di guttaperca per i corpi dei gamberetti". L'unica sottolineatura di una certa entità è a pag. 127, dove Skues parla di gettare una mosca bagnata non solo al singolo pesce, ma anche "in punti dove è ragionevole aspettarsi che ci possa essere un pesce di dimensioni adeguate". Anche questo fu forse un po' incauto da parte sua, poiché ai suoi nemici questo sarebbe apparso come una propensione a "pescare l'acqua". Ma in tutte le annotazioni di Halford non si trova alcun tentativo di respingere le argomentazioni principali del libro. Halford deve aver ponderato quest'attacco, perché fu un attacco, anche se venne espresso in modo educato. L'autorità che aveva dominato il suo gruppo di sostenitori per oltre vent'anni e che era andata predicando l'inutilità della ninfa nello Hampshire veniva chiamata per nome in un libro ed informata che, in realtà, era vittima di un'illusione. Fu probabilmente per questa ragione che Halford decise di scrivere un altro libro. Il mondo della pesca ne fu piuttosto sorpreso. Al termine di Modern development egli si era congedato scrivendo: "Alla mia età difficilmente è possibile che io scriva un altro libro". Come il suo contemporaneo fittizio Sherlock Holmes, tornò davanti al suo pubblico tre anni dopo il suo annunciato ritiro; e, come Sherlock Holmes, non fu più completamente lo stesso. Difficilmente si troveranno nel Dry fly man's handbook (1913) cose che non siano state dette prima. Sembrava voler riassumere in un solo libro tutto ciò che doveva sapere chi pescava sui chalk streams, compresi gli ultimi progressi nel campo dell'attrezzatura: una sorta di raccolta miscellanea di tutto quanto era halfordiano. Tuttavia, benché non lo riconosca, il suo fine principale può essere stato quello di chiarire e sostenere la sua posizione circa la mosca sommersa. Era comparsa l'eresia e c'era bisogno di un'altra enciclica di condanna. Per quanto il piano sia stato concepito male, indubbiamente Halford pensava che fosse importante. Nel luglio 1912 scrisse all'autore americano Emlyn Gill scusandosi di aver tardato nello scrivergli, perché "ero in preda all'organizzazione, alla correzione e ad ogni sorta di attività connessa col mio nuovo libro". Il suo fine nascosto emerse nel capitolo intitolato "L'etica della mosca secca", una parte importante del libro, malgrado la strana dicitura. Egli ammise che, in mano ad un maestro del passato, la mosca sommersa e letale, ed assicura ai suoi lettori , come aveva fatto molte volte prima, che "Tra i veri sportivi c'è posto per gli appassionati di entrambi gli stili di pesca a mosca". Ma ciò non significava posto sullo stesso fiume; come negli scritti precedenti, il contesto rendeva chiaro che la pesca con mosca sommersa non era adatta ai chalk streams. E ripeté la sua opinione, cioè che, ovviamente, di tanto in tanto, in giorni fortuiti, si potessero prendere pesci con una mosca sommersa: in altre parole, un tale evento sarebbe un caso fortunato e non qualcosa su cui è possibile costruire un nuovo sistema, come pretendeva di fare Skues. La tolleranza era estesa alla mosca sommersa, ma solo in quello che lui considerava essere il luogo adatto. Seguiva poi la famosa definizione dell'ultrapurista, che non getterà mai se non ad un pesce che sta bollando, e del purista, che di tanto in tanto getterà ad un pesce che è nella posizione giusta, anche se non sta bollando. Procedette poi ad attaccare lo stesso finto bersaglio di prima: " … alcuni ospiti delle riserve dove nessun pesce sta mangiando in superficie, che procedono fino al limite superiore della riserva continuando a lanciare mosche sommerse dove capita….". Visto che Skues e la nuova scuola erano stati ben attenti a spiegare che non avevano intenzione di patrocinare una procedura tanto grossolana e noiosa, è difficile capire perché venne fatto di nuovo questo attacco inutile; ma poi il nome di Skues non compariva mai veramente in questa o quest'altra parte del The dry-fly man's handbook. Egli passò poi a commentare la pratica di pescare alla cieca contro corrente con la mosca sommersa. Ciò faceva meno danni, ammise Halford, ma spaventava comunque i pesci, e richiedeva l'uso di una superficie d'acqua eccessiva. Infine veniva il passo più curioso di tutti, che si riferisce al metodo di Skues e merita di essere citato per intero: Mi dicono però che c'è una scuola di pescatori a mosca che pescano solo con mosca sommersa il pesce che bolla o sta per farlo, se non funziona con una mosca galleggiante. Insistono nel dire che sia un terzo metodo di pesca con mosca sommersa, essendo gli altri due il pescare con mosca sommersa a monte o a valle. Sinceramente non ho mai visto questo metodo in pratica e nutro seri dubbi riguardo la sua efficacia. "Mi dicono" suggerirebbe al lettore che una vaga notizia della pratica aveva raggiunto le sue orecchie, mentre è chiaro che di essa sapeva già tutto, aveva letto Tattiche minori e davvero qualsiasi altra cosa scritta sull'argomento sulla rivista The field e altrove e, inoltre, aveva portato avanti alcuni esperimenti clandestini per proprio conto con le ninfe. Forse si tradì quando disse, nel Manuale (pag. 66), che la presenza di ali nelle mosche sommerse lo sconcertava, un ovvio riferimento alle mosche descritte in Tattiche minori, perché non aveva mai visto insetti alati annegare per l'azione della corrente. (in retrospettiva, ciò può aver offeso Skues, che forse avrà rimpianto di non aver aspettato di sviluppare le forme ninfali più logiche prima di pubblicare il libro). Con una certa incongruenza Halford a pag. 126 insiste nel dire che lui e Marryat avevano la precedenza in fatto di ninfe, poiché anni prima avevano fatto dei modelli più efficaci: non continuarono ad usarli perché "erano essenzialmente mosche sommerse" e perché infastidivano e spaventavano parecchi pesci. In quest'occasione i critici reagirono molto meno benevolmente. Persino The field, che definiva il libro di Halford "magistrale", pensava che il passo che cominciava con "Mi dicono" dovesse essere espunto da qualsiasi edizione futura e aggiungeva 'La dottrina della scuola dei pescatori a mosca, di cui viene a conoscenza il Sig. Halford, era stata espressa ammirevolmente dal Sig. G.E.M. Skues in Minor tactics of the chalk stream, un libro così familiare a tutti i seri studiosi dello sport che il Sig. Halford fa male ad ignorarlo così altezzosamente". Marston, recensendo il libro nella Fishing gazette, notò che "Il Sig. Halford è un po' troppo incline a fare affari di ciò che dopo tutto dovrebbe essere un passatempo". E mosse un'obiezione anche allo stesso passo, ricordando ad Halford che difficilmente poteva fingere di non sapere tutto sui nuovi ed efficaci metodi di Skues. Dall'altra parte dell'Atlantico, Theodore Gordon scrisse a Skues: "Sto leggendo il libro del Sig. Halford di notte. Si sta trincerando sempre più dietro alle sue idee e in questo modo rimane del tutto privo dell'esperienza di certi tipi di pesca a mosca". La recensione più feroce di tutte, e certo anche dell'intera carriera di Halford, apparve sulla The salmon and trout magazine. Essa riconosceva la "mera supremazia della conoscenza e dell'esperienza", ma deplorava "la strana e persino esacerbata intolleranza presente in parecchi passaggi", ricordando all'autore che la pesca è uno sport, non polemica, e che, entro i limiti della ragione, ci dovrebbe essere posto per altre teorie che hanno superato la prova dell'esperienza. Puntava il dito anche sul passo offensivo, insistendo sul fatto che "il Sig. Halford, con le sue ampie conoscenze che nessuno nega, sicuramente deve essersi familiarizzato più di quanto sembrerebbe con la letteratura sull'argomento, e l'efficacia della mosca sommersa su un pesce che sta bollando in un chalk stream, ma riluttante ad una mosca secca ha una schiera di testimoni, compreso l'editore di The field, lui stesso pescatore". Un corrispondente della Rivista del Club dei pescatori a mosca nel gennaio 1913 invitava ad un dibattito pubblico: "Penso che sarebbe un buon progetto sviluppare una discussione veramente accesa sull'etica della pesca con mosca secca. Credo che potrebbe cominciare bene se a darle inizio fossero due antagonisti del calibro di Halford e Skues, indotti a parlare di Purismo versus Ninfismo". Per un quarto di secolo non se ne fece niente. E' giusto ricordare che tutti i recensori lodarono le parti principali dell'opera, la vastità enciclopedica dei temi trattati, le eccellenti fotografie, molte delle quali erano state scattate dallo stesso Halford, e le sezioni su Bladgon di Sheringham, sugli stretti bracci di mare abitati dalla trota di mare, di A.C. Poole, e su Loch Arrow ad opera di John Henderson. Il libro era appena uscito quando The fishing gazette annunciò che ne era stata fatta una traduzione in francese, Précis de la Pêche à la Mouche Sèche, ad opera di J.L. Wauthier, che avrebbe colmato il vuoto lasciato dal libro di Albert Petit La Truite de Rivière, da tempo fuori stampa. Le macchie di un libro altrimenti valide sono difficili da capire, e il passo che comincia con "Mi dicono" è uno strano pezzo di sofisticheria per un uomo solitamente ed intellettualmente onesto come Halford. La sola spiegazione può essere che Tattiche minori l'aveva scosso seriamente, inducendolo a polemizzare in modo inconsueto. Lo stesso anno in cui scrisse questo passo, la sua lettera ad Emlyn Gill citata in precedenza conteneva sentimenti che possono solo venire qualificati come tolleranti e comprensivi, e che sono in forte contrasto col tono del capitolo III del The dry-flyman's handbook. Gill aveva ipotizzato che la teoria di Halford potesse non funzionare bene in America. Halford rispose: E' quasi impossibile per giudicare i metodi che Lei raccomanda ai Suoi pescatori con la mosca secca, ma dove gli insetti in superficie sono scarsi e le trote non si vedono spesso in posizione di risalita, posso anche simpatizzare con l'idea di cercare far abboccare il pesce. Qui sul Test noi abbiamo un'ottima situazione. In un giorno o una sera favorevole ci sono nugoli di mosche sulla superficie dell'acqua e i pesci più grossi salgono. Un amico che pescava nelle mie acque ne uccise uno da 3 libbre e 14 once con un Welshman's button maschio. Come abbiamo visto, l'approccio di Halford era quello di considerare un problema, condurre una serie di esperimenti, talvolta di lunghezza smoderata, e poi arrivare ad una conclusione inamovibile, come se la pesca a mosca fosse una branca della geometria euclidea. L'atteggiamento di Skues era quanto di più diverso si possa immaginare, quindi non è sorprendente che i loro singoli programmi fossero inconciliabili. Per lui i problemi della pesca andavano discussi prima ancora che risolti; la possibilità di una risposta finale era un'illusione (e, se si fosse raggiunta, avrebbe reso la pesca noiosa) e il concetto di conoscenza come di una frontiera mobile era molto più interessante. Ma amava anche la precisione.Avendo studiato diritto, era abituato a dominare i dettagli di un caso e, se attaccato, a difendere tenacemente le proprie idee. Gli avvocati sono anche abituati a cercare precedenti nei casi passati, ed un procuratore legale che si occupava di beni immobili trascorreva molto del suo tempo ad indagare sul diritto alla proprietà terriera. La formazione di Skues, dunque, gli diede il senso dell'importanza del passato. I suoi articoli enciclopedici sulla storia delle mosche e altri aspetti dell'attrezzatura e della pratica sportiva ebbero inizio nel 1900 e sarebbero continuati per tutta la sua vita. Passò lunghe ore nella sala di lettura del British Museum, dove si sprofondava nei vecchi autori per ricostruire utili linee di pensiero. Aveva anche un'esperienza più vasta di altri fiumi rispetto ad Halford ,il quale, come abbiamo visto, fece solo brevi e scoraggianti esperimenti su ruscelli tradizionali da mosca sommersa e pescò solo una volta al di fuori delle Isole Britanniche. Skues conosceva gli stessi chalk stream di Halford ed alcuni in più, come per esempio il Wey, il Tillingbourne, il Pang ed il Darenth. Aveva pescato anche nel Teme, nell'Okement, nel Lyme, nel Derbyshire Wye, nel Manifold, nell'Ure, nel Coquet, nell'Esk meridionale e nel Tweed. E aveva pescato in Francia, Germania, Bosnia, Norvegia e Svezia. Era, perciò, molto più consapevole sia degli sviluppi storici che delle variazioni geografiche. Halford, al contrario, era solo interessato all'hic et nunc (qui ed ora): il chalk stream alla sua epoca. Sembra avere avuto poche curiosità circa il passato, e non cita quasi mai i vecchi autori di pesca, ad eccezione di Ronalds e Francis Francis. Sotto certi punti di vista assomigliava agli uomini del Rinascimento, i quali si lasciarono trascinare dalle realizzazioni della loro epoca e disprezzarono i loro predecessori medievali, dubitando che potessero aver realizzato qualcosa di valido. L'assenza di riferimenti letterari nell'opera di Halford ha portato alcuni autori successivi ad immaginare che sapesse poco di chi in precedenza aveva scritto di quel campo. J.W. Hills (senza nessuna prova da mostrare) afferma con leggerezza: "Non credo che leggesse molti libri di pesca". In realtà, come Max Walbran era riuscito ad osservare nel 1893, Halford aveva un'eccellente biblioteca di libri: semplicemente non contava su di essi allo stesso modo. Essendo un rivoluzionario, desiderava rompere col passato, non studiarlo. Era troppo occupato a costruire i propri sistemi, o forse desiderava apparire sui generis, per interessarsi di storia. Una piccola parte della sua biblioteca sopravvive col suo pronipote, John Halford; il resto venne disperso molti anni fa, ed indubbiamente ne esistono tuttora singoli volumi, in mano a privati. Sarebbe interessante averne una lista completa. Per certi aspetti c'erano somiglianze tra i due uomini. Halford è stato accusato di dedicare un'attenzione eccessiva al dettaglio e di amare troppo la complessità dell'argomento. Ma difficilmente Skues era diverso a tal riguardo. Donald Overfield ha identificato 82 modelli, secchi e sommersi, di sua invenzione. Le ninfe, in particolare le serie del 1939, seguono il principio halfordiano di essere il più possibile precise. "L'imitazione esatta" sopravvive! Negli anni successivi alla morte di Halford l'opera di Skues fece lenti progressi. Non è del tutto vero, come ipotizzò James Robb, che Tattiche minori pose fine al purista della mosca secca e riportò il mondo della pesca al giudizio". Non tutto in una volta, perlomeno la realtà è molto più complessa. Il primo libro di Skues non fu un coup de grâce (colpo di grazia): è da vedere, piuttosto, come qualcosa che fece effetto solo col tempo. Alcuni pescatori di ampie vedute reagirono rapidamente ad esso. J.W.Hills nel 1914 provava le ninfe nella riserva di Ramsbury e negli anni Venti del Novecento c'erano già più proprietari e club sui chalk stream preparati a dare un cauto benvenuto alla ninfa. L'atmosfera del periodo era favorevole alla nuova idea. Nelle forme artistiche, in musica e letteratura, era evidente l'avversione per i sistemi e i dogmi autoritari precedenti al 1914; era l'epoca di Lytton Strachey, della derisione dei Vittoriani eminenti e del nuovo termine "ridimensionamento". Nel 1926 Sir Gorge Aston in Lettere a giovani pescatori con la mosca scrisse che la pesca con la ninfa era "un'arte ora praticata dalla maggior parte dei pescatori a mosca". Nel 1927 la Società della Pesca autorizzò le ninfe e altri club fecero altrettanto, spesso limitando il loro uso al periodo successivo al 1° luglio. Nel 1929, in Pesca alla trota da tutti i punti di vista, un libro autorevole della Lonsdale Library of Sport, Eric Taverner scrisse dei suoi esperimenti di pesca con mosca sommersa sul Wylye "ed anche gettando dall'altra parte e giù" (casting down and across), tecnica che oggi non incontrerebbe approvazione in quel luogo. Ma l'halfordismo non era morto, ed ebbe un revival sorprendentemente vigoroso negli anni Trenta del Novecento, perché alcuni pescatori non erano mai stati del tutto soddisfatti di Skues e delle sue ninfe. Il Dr. A.C. Kent, l'editore della Rivista del Club dei pescatori a mosca e un tempo spesso ospite nella riserva di Mottisfont, commentò il passo di Sir George Aston citato sopra col seguente ammonimento: "Ciò è interessante, ma immaginiamo che ci siano molti che pescano sul Test senza praticare l'arte subacquea". Se Skues pensava che la sua dottrina fosse ora al sicuro, gli eventi della decade successiva devono averlo deluso. Negli anni Trenta del Novecento i membri del Club dei pescatori a mosca videro il loro giornale sempre più occupato da contributi sull'argomento. Molti di questi erano dello stesso Skues, o sotto il suo nome o sotto uno pseudonimo coniato da poco, che si aggiungeva al suo già esteso repertorio, e dovevano preparare il terreno per il conflitto che, come lui sapeva, si stava avvicinando. Il contrattacco si sviluppò a partire dall'inverno del 1936. La schermaglia continuò fino alla data del famoso dibattito sulle ninfe del febbraio 1938 al Club dei pescatori a mosca, dove vennero presentati degli studi e fatti dei discorsi. Dalla parte di Halford, Sir Joseph Ball si fece avanti per patrocinare la causa dell'ormai da tempo defunto leader dei puristi. Ball era un avvocato e contribuiva spesso agli articoli di pesca del Daily Mail; in quella data aveva una riserva a Kimbridge, anche se in seguito si trasferì al Town Mill di Ramsbury, un tempo i quartieri generali della società di Halford. Era determinato ad esaminare a fondo tutti i punti sollevati di recente da Skues in articoli sul Giornale e altrove, e a sostenere l'uso esclusivo della mosca secca sui torrenti calcarei. Il dibattito venne riportato per esteso (ma purtroppo non interamente) sul numero primaverile del Giornale e ristampato da Donald Overfield in G.E.M. Skues: The way of a man with a nimph (1977). E' di una lunghezza considerevole e in questa sede possiamo solo commentarlo. A ventiquattro anni dalla sua morte, Halford influenzò fortemente l'incontro, ma le argomentazioni di alcuni dei suoi seguaci meritano forse qualcosa in più dell'ampia condanna che ricevettero in seguito. E vale la pena di chiedersi, in un tentativo di comprensione, cos'è che allarmava tanto la lobby ostile alle ninfe. I protagonisti principali, Skues e Sir Joseph Ball, ingaggiarono una lunga contesa su punti, alcuni dei quali erano piuttosto insignificanti. A volte sembrava una disputa tra due filosofi scolastici medievali su quanti angeli potessero danzare sulla capocchia di uno spillo. Se le ninfe nuotano attivamente fino in superficie, come pensavano Halford e Marryat, o se galleggiavano inerti, magari tenute a galla da una qualche forma di gas di tegumento, deve apparirci oggi una questione di infima importanza. Può essere vero, come notò una volta Marryat, che si potrebbe imitare la ninfa, ma non la torsione, però, dopo tutto, le trote sono anche pronte a prendere le ninfe artificiali, che si contorcano oppure no. Più importante era l'argomentazione che, se si potesse contare sul fatto che tutti i pescatori usino la ninfa nel modo di Skues, tutto andrebbe bene. Si ipotizzava invece che la pratica si prestasse all'abuso e che i pescatori meno informati (o meno ben disposti) cominciassero ben presto a pescare attraverso il fiume e giù (across and down), magari con grosse mosche dal corpo argenteo, spaventando i pesci e rovinando le riserve; si avrebbe avuto la tentazione di marcare stretto ogni pesce in vista e i fiumi si sarebbero decimati. Dr. J.C. Mottram, che aveva descritto una serie di ninfe di sua invenzione in Pesca a mosca: alcuni nuovi stratagemmi e misteri (1913), e che nel recente 1935 aveva pubblicato un articolo in cui patrocinava l'uso delle ninfe (compresi i modelli piombati), aveva improvvisamente cambiato partito e nel dibattito avversò Skues. La pesca con le ninfe, come credeva ora, finiva per prendere dei pesci di piccole dimensioni. Alla riunione si ebbe la chiara percezione che la maggior parte degli intervenuti fossero favorevoli alla restrizione di Halford, che non bisognasse passare l'intera giornata a pescare sul fiume e che, se i pesci si rifiutavano di salire, fosse meglio lasciarli stare. Si sosteneva che le regole da applicare sui chalk stream fossero fatte per rendere la contesa tra pescatore e pesce equa, ed anche per evitare di rovinare tutto ai compagni pescatori. Come disse il maggiore T.T.Phelps: "Cos'era meglio per il prossimo?"Forse era più facile per uomini come Tommy Phelps e Joseph Ball, che avevano le loro riserve e potevano scegliere i loro tempi, patrocinare una simile abnegazione (nel suo affascinante libro Sogni di pesca (1950), Pjhelps ricorda di aver permesso a membri delle Forze Armate di pescare nelle sue acque sull'Itchen inferiore durante la Seconda Guerra Mondiale, ma senza usare le ninfe. Su alcuni, pensava, si poteva fare affidamento quanto ad uso legittimo delle ninfe, ma molti dei suoi visitatori erano principianti e non ne sapevano niente di chalk stream). Dei due uomini che avrebbero potuto dare un forte sostegno a Skues uno, J.W.Hills, non sembra essere intervenuto in maniera decisa (a meno che il suo intervento non sia riportato in modo inadeguato), e dell'altro non c'era nessuna traccia. Skues deve essersi sentito molto ferito quando lasciò il meeting. Proprio come Halford si era un tempo lasciato andare all'ultra-purismo nel tentativo di porre un freno alla pratica di bersagliare e devastare con la mosca secca, che, lui stesso se ne rendeva conto, era diventata così comune, così Skues sentiva che, ai giorni suoi, aveva a che fare con una tendenza simile. Per questo, egli si mise all'opera per scrivere un manuale che non avrebbe lasciato ai pescatori nessuna scusante circa l'ignoranza delle tecniche legittime e dei modelli di ninfe. Un anno dopo uscì Nimph fishing for chalk stream trout (1939). Il 1938 fu un brutto anno per Skues anche sotto altri riguardi. Il fantasma di Halford, che era stato presente al dibattito al Club, sembrava perseguitarlo ancora. Gli altri membri del gruppo di Abbots Barton erano probabilmente un po' gelosi del fatto che, tra di loro, ci fosse un pescatore che aveva riscosso tanto successo. Il suo maggior oppositore era l'avvocato Gavin Simonds, un ex studente di Winchester di un anno più giovane, in seguito Visconte Simonds e Lord Cancelliere dal 1951 al 1954. Simonds avversava quello che considerava l'uso eccessivo della ninfa da parte di Skues. E fu Skues che impiantò una riserva ad Abbots Barton nel 1937. Ma le acque erano messe a dura prova dalla pesca e gradualmente e inesorabilmente si vedevano sempre meno pesci nella distesa d'acqua, finché alla fine era difficile trovare un pesce che bollava". Alla fine del 1938 Skues, indubbiamente a malincuore, si ritirò dal gruppo e dalle acque dove aveva pescato dal 1883. Andò ad abitare a Barford St Martin nello Wiltshire, dove poteva pescare nel fiume Nadder, un ruscello interessante nel suo genere, ma senza paragoni con l'Itchen. Nel luglio 1940 andò a Winchester per assistere all'annuale partita di cricket contro Eton, dopodiché fece una passeggiata per andare a parlare col custode e vedere la scena dei suoi precedenti trionfi. Scrisse tristemente al suo amico C.A.N. Wauton: "Era una splendida giornata e c'erano un bel po' di trote, soprattutto sotto la riva più lontana, che aspiravano voluttuosamente le ninfe. Mi resi conto di quello a cui avevo rinunciato". Può darsi che la famiglia Simonds si sentisse presa dal rimorso per il ritiro del vecchio uomo, perché usarono mille attenzioni nei suoi confronti quando tornò come ospite per un giorno nel giugno 1942. Gem Skues Visse fino 1949, ma non avrebbe mai più trovato un luogo paragonabile al suo Itchen per pescare.