- Fiere per collezionisti

In uno splendido hotel a circa 1 ora da Amsterdam si č svolto sabato 30 ottobre 99 il secondo raduno europeo per collezionisti di antiche attrezzature da pesca. Erano presenti circa 130 espositori venuti da vari paesi europei: francesi, tedeschi, belga, gli immancabili inglesi e ovviamente un buon numero di olandesi. La manifestazione č iniziata alle ore10.00 con un rinfresco per i presenti dopodichč si č scatenata la consueta caccia agli acquisti e cambi nei vari stand. L'organizzazione olandese ha fatto sė che in concomitanza con questa fiera si svolgesse un'asta di antiche attrezzature da pesca nella sala accanto creando un viavai di mulinelli e canne da una sala all'altra. Č stata un'occasione per rivedere vecchi amici come Stefan Duma, editore di una famosa rivista inglese, che si presentava con una grande collezione di libri specifici sul collezionismo, oltre ai consueti recuperi antichi da mosca di casa Hardy. Duma ha inoltre una buona collezione privata di mulinelli da spinning italiani che comprende quasi tuti i modelli di Alcedo, Zangi, Agal, Nettuno e svariati Cargem. Ricordo quando apprese che la ditta Coptes, che produsse una svariata gamma di mulinelli negli anni cinquanta, era formata da due uomini, il sig. Coppola e il sig. Tessa, che erano usciti dalla Zangi qualche anno prima. Stand di grande effetto e senza dubbio tra i pių forniti č stato quello di Roger Still, autore di diversi scritti sull'argomento il quale presentava una collezione di recuperi in legno e ottone di tipo "Nottingham" davvero invidiabile. Roger ha collaborato, qualche anno fa alla stesura di un famoso libro sui mulinelli in legno"Rosewood to revolution" di John Stepenson. Sempre nel settore degli inglesi Leigh Moffat, famoso per la sua collezione di recuperi a bobina rotante vendeva alcuni modelli di Malloch "Sidecaster" a bobina reversibile della fine dell'ottocento; pezzi che ormai oggi sono considerati oggetti introvabili se non a prezzi esorbitanti. Altro amico e buon conoscitore di canne e mulinelli francesi č Mark Rattez, collezionista bretone specializzato in mulinelli da spinning, il quale vendeva a buon prezzo vari pezzi francesi degli anni cinquanta. Guardando i pezzi in esposizione delle varie case straniere la prima considerazione che viene istintiva e che solo una piccola parte di questa produzione era destinata al mercato italiano. Inoltre la mancanza assoluta di informazioni e di testi in italiano specifici sull'argomento fa si che sia difficile a volte riconoscere o valutare questi mulinelli. In Olanda quest'anno non abbiamo avuto il piacere di vedere Chris Sandford e la sua splendida collezione di artificiali inglesi. A lui dobbiamo il libro-guida pių completo su devon e artificiali vari del secolo scorso. Altro raduno importante č stato quello di Norimberga alla fine di Novembre 99. Questo e stato organizzato da un club locale all'interno di un centro sportivo. Erano presenti circa 40 espositori perlopių tedeschi e inglesi tra cui qualche "recidivo" visto un mese prima in Olanda. In questo raduno erano ovviamente i collezionisti della casa tedesca DAM a fare gli onori di casa con qualche pezzo davvero raro come il mulinello da spinning "DAM Quick finessa super " visto raramente prima, o qualche variante da mare sempre della DAM. Avendo a disposizione l'intera giornata abbiamo avuto modo di conoscere molti collezionisti di vari paesi e tutti erano abbastanza stupiti nell'apprendere che anche in Italia ci sono sempre pių appassionati di canne e mulinelli antichi anche se non organizzati in club e senza manifestazioni specifiche del settore. Tra i vari stand di mulinelli saltuariamente sbucava qualche Alcedo o Nettuno italiani, normalmente scartati dai collezionisti meno competenti. Abbiamo infatti avuto la fortuna di fare qualche buon acquisto tenendo presente che normalmente in queste fiere il prezzo medio č lievemente pių alto. Ottimi anche gli stand dei libri antichi, dove abbiamo visto pezzi veramente rari. Abbiamo trovato inoltre qualche buon catalogo di Ogden smith, Farlow e Foster per quanto riguarda gli inglesi, ma nomi come Hardy, specialmente quelli degli anni dieci-venti hanno raggiunto prezzi veramente esorbitanti; per esempio un numero in buone condizioni del 1910 vale circa 1 milione. Č comunque stata un'occasione per vedere collezionisti con cui normalmente si hanno contatti via telefono o fax ma soprattutto via internet, mezzo quest'ultimo che ha dato una grossa mano al collezionismo di tutti i settori. Basti pensare infatti che ormai sono centinaia i collezionisti, in special modo americani che hanno siti splendidi e curati alla perfezione, oltre a club virtuali di associazioni di collezionisti con tanto di aste in diretta. In Italia finalmente si sta muovendo l'interesse verso questo tipo di collezionismo penso quindi che tra non molto riusciremo anche noi ad organizzare qualche raduno specifico di questo settore.

- Mulinelli da collezionare

- Spinning da collezione