Cestini da pesca

Oggi il cestino da pesca è diventato un elemento decorativo che spesso troviamo negli arredamenti di negozi e di case o in immagini pubblicitarie, ma raramente lo si può vedere vicino ad un fiume per lo scopo per il quale è stato creato. La sua funzione infatti era quella di contenere i pesci catturati dal pescatore, il suo pranzo, eventualmente un impermeabile e un contenitore per le esche. Molti sono stati gli artigiani che hanno prodotto cestini da pesca; vista la grande richiesta,praticamente si può dire che ogni città aveva il suo. Gli intrecciatori producevano quelli in vimini e salice, altri bellissimi contenitori in legno, altri ancora usarono il cuoio, solo alcuni però raggiunsero risultati eccellenti, per i quali il loro lavoro può ben definirsi arte. Verso la metà del 1700, quando le attrezzature da pesca cominiciarono ad essere esportate dai negozi londinesi alle colonie americane, in Inghilterra quest'arte raggiunse l'apice della sua popolarità, producendo esemplari in cuoio,legno,salice e vimini di rara bellezza e qualità. Le origini della tessitura risalgono al periodo Neolitico, quando i nostri antenati intrecciavano listelli di legno per produrre tappeti,cestini e trappole per pesci. La parola "cestino" si pensa appartenga alla lingua Pitta e poi portata a Roma dalle legioni al ritorno dalle loro spedizioni. I cestini divennero infatti un prezioso elemento decorativo nelle case romane. Ciò che accomuna gli artigiani antichi a quelli moderni è l'uso di materiali naturali per la creazione dei loro prodotti. Questa tradizione si è conservata nel corso dei secolo con l'eccezione di alcuni esemplari in alluminio intrecciato costruiti dopo la II Guerra Mondiale. I cestini più ordinari sono costruiti con il salice da vimini, mentre quelli più raffinati si ottengono usando listelli di salice. I materiali impiegati cambiano a seconda delle diverse zone geografiche: il bambù per esempio viene usato nei paesi caldi, il rattan, un materiale leggero, forte e molto flessibile, nell'Estremo Oriente e poi foglie di palma, corteccia e radici di frassino, di quercia e di altri alberi intrecciati o arrotolati cucendo fasce di erba o di canne, tecnica usata soprattutto dagli Indiani del sud-ovest degli Stati Uniti (Arizona, New Mexico, Colorado e Utah). I primi cataloghi inglesi e americani offrono cestini prodotti con materiali del luogo, descritti come "salice francese" o "rattan dell'Asia" e spesso venivano usati legni locali. All'inizio del 1900 il buco veniva posizionato nel centro del coperchio,in seguito si pensò fosse più funzionale su un lato, sinistro per i destrimani, destro per i mancini. Dato che la maggior parte dei pescatori usa la destra, è più facile trovare cestini con l'apertura a sinistra, qualche volta anche su un lato e alcuni modelli, pochi a dire la verità, addirittura senza. (molto ricercati dai collezionisti) Passiamo ora ad analizzare le caratteristiche di questi contenitori in base alla loro provenienza geografica. I cestini degli Indiani dell'Ovest Alcuni dei più bei cestini della storia sono opera delle tribù indiane della costa ad ovest del Nord America, dagli eschimesi in Alaska agli Apache nel sud-ovest degli Stati Uniti. Gli uomini eschimesi erano infatti soliti intrecciare cestini con i fanoni, i "denti" delle balene, i quali venivano tagliati in listelli, intrecciati e generalmente rifiniti con un coperchio d'avorio intagliato, bottino della caccia al tricheco. All'inizio del 20° secolo questi articoli erano apprezzati da un numero esiguo di collezionisti, i quali convinsero alcuni commercianti di New York ad esporli nei loro negozi insieme ad altri oggetti di arte tribale. Dovevano però passare altri cinquant'anni prima che questi pezzi fossero realmente valutati come vere e proprie opere d'arte. Oggi i cestini da pesca indiani raggiungono prezzi elevatissimi, anche se molti ne ignorano tutt'ora l'esistenza. Fino al 1880 gli indigeni del Parco Nazionale di Yosemite si rifiutavano di vendere i loro cestini ai turisti, solo alla fine del secolo le donne Washoe venivano nella vallata ad offrire i loro prodotti e ben presto questi divennero una delle fonti dei loro guadagni. I disegni tribali, la forma e i materiali vennero via via modificati per soddisfare i gusti degli acquirenti. I cestini degli Apache Jacarilla sono di eccellente qualità, anche se è difficile trovarne ancora qualcuno che ha conservato all'esterno la brillantezza dei colori. I loro elementi decorativi tipici sono i pesci, gli uccelli, gli animali e i disegni geometrici, la forma è quella classica: incurvata e più larga alla base. Una decorazione frequente è il "Nohokos", una parola Navaho che significa ceppo rotolante, poi adottata dalla Germania nazista con il nome di svastica. Proseguiamo il nostro excursus sulla storia dei cestini da pesca soffermandoci su quelli ritenuti i più "indiani", prodotti a est del Mississippi dagli Iroquois, i Chippewa, gli Algonquin, i Menominees e gli Ojibwas. I cestini degli Indiani dell'Est Tutte le tribù sopra citate usavano gli stessi materiali per costruire i loro contenitori: legno di quercia, frassino e betulla, perciò risulta abbastanza difficile riuscire a capire da chi furono prodotti. La forma può variare: alcuni cestini sono alti e stretti, mentre altri bassi e lunghi. Soprattutto gli Adirondack si sono mostrati particolarmente abili in quest'arte apportando variazioni personali alla struttura del cestino. Per esempio includendo un separatore per dividere il pesce dall'attrezzatura, o l'uso di strisce di cuoio per irrobustirne la struttura Gli indiani dell'Est produssero anche cestini con corteccia di betulla che, per il loro design, sono considerati veri e propri pezzi d'artista. I nomi dei costruttori non sono noti, ma si sa che provenivano quasi tutti dal Minnesota, Manitoba, New York e Quebec. I cestini europei I primi in Europa a costruire cestini da pesca furono ovviamente gli inglesi che cominciarono ad inserirli nei loro cataloghi alla fine dell'800. I primi esemplari erano tutti molto simili, si aprivano verso l'interno per facilitare l'accesso al cestino. Le singole ditte introdussero poi personali variazioni a questo modello di base, la Hardy, per esempio nel "Perfect", applicò una rete sul davanti per contenere indumenti, il pranzo o un pesce particolarmente grosso. Tra le ditte più importanti troviamo le inglesi Hardy e Farlow e la scozzese Macphearson. I cestini Farlow, intrecciati alla francese, si distinguono per le rifiniture in pelle, che li rendono particolarmente interessanti dal punto di vista estetico. La più importante ditta scozzese di attrezzature per la pesca, la McPhearson, fu la prima ad usare il cuoio per ricoprire i propri cestini. Già nel 1884 infatti venivano prodotti modelli con il coperchio completamente in pelle e una striscia in pelle molto larga in centro per irrobustirne la struttura. La qualità e la bellezza estetica di questi esemplari li rende particolarmente apprezzati e molto ricercati dai collezionisti. Oltre al Regno Unito altri paesi europei come Francia, Portogallo e Germania hanno prodotto e producono cestini di ottima qualità. Quelli francesi sono particolarmente apprezzati e venduti soprattutto negli Stati Uniti. Molti di questi presentano due piedini di legno nella parte posteriore che permettono di appoggiare il contenitore sulle superfici piane. I cestini asiatici Dopo la II Guerra Mondiale l'Asia cominciò a produrre cestini con e senza rifiniture in pelle e ad esportarli negli Stati Uniti. Erano provvisti di cerniere, di un manico nella parte posteriore e di chiusure in pelle o in metallo. Queste ultime, soprattutto quelle in metallo a forma di pesce, sono diventate oggetto di collezionismo. I giapponesi cominciarono a costruire cestini e ad esportarli agli inizi del '900. I primi, con intrecciatura alla francese, avevano un'apertura centrale ed una trama molto fitta , in seguito, verso il 1910, l'apertura fu spostata a destra e l'intreccio divenne più morbido. Tipica di quasi tutti i cestini asiatici è la decorazione in pelle a forma di freccia nella parte anteriore del cestino. I cestini in metallo Dopo la II Guerra Mondiale si cominciarono a produrre modelli interamente di metallo fabbricati con l'alluminio degli aerei. Nonostante fossero di eccellente qualità e con un design molto attraente, non riscossero molto successo sul mercato. E' comunque fuori dubbio che ogni collezionista che si rispetti dovrebbe almeno averne uno tra i suoi pezzi. Oggi, con l'avvento del "catch and release", i pescatori non pescano più per portare a casa il pesce, ma per divertirsi, per stare a contatto con la natura, per allontanarsi dallo stress della vita di tutti i giorni. Di conseguenza le vecchie attrezzature di una volta, come il cestino, hanno perso la loro utililtà pratica e sono diventati pezzi da collezione. Essi rappresentano il simbolo di uno sport e di un'era e come tali devono essere conservati per il loro valore storico, in modo che anche i posteri possano apprezzarne il significato.