Il Museo della pesca Vancouver (Canada)

Anche quest'anno di ritorno dal British Columbia sostiamo l'ultimo giorno nella città di Vancouver per spendere gli ultimi soldi rimasti nei numerosi negozi di pesca che essa offre. In particolare non può mancare una visita a Grenville Island, zona a nord della città dove nel famoso mercato del pesce si può acquistare il salmone, rigorosamente Sokeye, a buon prezzo. Gli imballi termici con uno speciale ghiaccio chimico che ha una durata di circa 20 ore sono l'deale per il trasporto aereo del salmone. Una piacevole tappa di quest'anno è stata la visita del museo della pesca di Grenville Island. Inaugurato recentemente il museo è suddiviso in due settori: il primo dedica molte sale alle antiche attrezzature da pesca, il secondo a riproduzioni in miniatura di imbarcazioni famose.Il primo settore è naturalmente quello che più ci interessa poiché offre una varietà di antiche attrezzature per la pesca di acqua dolce con un'ampia gamma di pezzi per la pesca di salmoni e steelhead. Pochi invece sono gli oggetti che riguardano la pesca in mare o la traina pesante.La prima sala contiene libri anche molto antichi di provenienza soprattutto inglese. Tra questi non mancano i capolavori di Halford, Skues, Sawyer, Oliver, Mottram, Best Thomas, Francis Francis e una splendida prima edizione del Fly fisher's entomology di Alfred Ronalds. Questo splendido libro del 1836 contiene 19 tavole dipinte a mano raffiguranti insetti naturali e le loro imitazioni; Ronald infatti era, oltre ad un grande pescatore ed entomologo, un bravo acquerellista ed e stato uno dei primi a raffigurare insetti ed artificiali in questo modo, copiato in segiuto da molti altri.
Proseguendo nella visita incontriamo una sala dedicata alle canne da pesca. Qui vediamo molte canne in greenhearth e in bambù esagonali dei primi costruttori americani insieme ad altre di origine europea. Nei primi anni del Novecento infatti erano molte le case, prevalentemente inglesi, che esportavano in questa zona i loro prodotti; tra queste la Hardy con le prime Palakona sia da trota che da salmone. Di questa casa vediamo modelli mai venduti in Italia in grosse quantità come la Tourney o la Kenya di otto piedi e per ovvie ragioni la Hy-regan o la Wye nei modelli tredici piedi da salmone.
Una sala in cui si respira la vera tradizione americana è quella dei devon e artificiali di vario tipo da black bass. Qui vediamo ottimi prodotti di Harry Comstock di New York risalenti al 1883¸i famosi Jamison Wiggler, piccoli devon prodotti dalla W.J. Jamison Co. E distribuiti da Abercrombie & Fich nel 1909. Non potevano inoltre mancare una quantità di devon e minnows in legno della Shakespeare e della South Bend con esemplari che raramente avevo visto. Per quanto riguarda le mosche artificiali l'assortimento di "antichità" è ridotto a qualche esemplare di fully dressed da salmone.
Entriamo finalmente nelle sale dedicate ai mulinelli e recuperi di vario genere allestite con enormi bacheche: queste sono senz'altro l'orgoglio del museo. Si inizia con recuperi in legno e ottone di tipo Nottingham della metà dell'Ottocento in ottimo stato di conservazione, alcuni dei quali ancora con pomelli in avorio e sblocco della bobina a scatto. Nel settore dei moltiplicati sono rappresentate le maggiori case produttrici americane con un occhio di riguardo per i moltiplicatori del Kentuky che trovano sempre più spazio nel collezionismo d'oltre oceano. Ottima anche la collezione di recuperi a bobina rotante in cui troviamo molti pezzi di grande valore degli anni Trenta e Quaranta. Una vetrina è riservata ai modelli Perfect della Hardy. Questa gloriosa serie meriterebbe un articolo a parte, ci limiteremo a dire che sono rappresentati i primi esemplari in ottone del 1895 con la frizione circolare per poi passare ai modelli di varie misure dei primi del Novecento con frizione singola sia nei modelli in ottone che in quelli con facciata in ottone e lega. Vi sono anche i modelli usciti dopo il 1925 i quali hanno due frizioni e non mancano quelli della famosa serie senza cuscinetti a sfera, comunemente chiamati dai collezionisti "eunuchi".Una zona in allestimento è quella dei mulinelli da spinning a bobina fissa: al momento vi sono solamente un centinaio di recuperi di varie ditte come Orvis, Pezon et Michel, Mitchell, Hardy, Elical, Illingworth, purtroppo neanche l'ombra di un pezzo italiano, nonostante abbiamo qualche modello di cui possiamo senz'altro andare fieri e in qualche caso siamo anche stati copiati. Verso l'uscita troviamo una splendida raccolta di stampe antiche e quadri a olio, e, raccolti in una grossa vetrina, un'invidiabile collezione di cestini in vimini , in tutto circa ottanta pezzi, alcuni dei quali con rifiniture in cuoio che risalgono alla fine dell'Ottocento. I cestini in vimini raccolti in questa collezione sono in perfetto stato, questo denota un grande impegno da parte dell'organizzazione, in quanto è risaputo chè il cestino e senz'altro il pezzo più difficile da reperire in buone condizioni, dato il materiale facilmente deteriorabile. Passiamo attraverso una stanza piena di accessori, dai bastoni da guado in ottone e legno alle scatole porta esche di ogni misura e forma. Vediamo una quantità di accessori una volta indispensabili al pescatore come essicatori per code in seta, portafinali in cuoio pesantissimi e scatole per devon in lamiera verniciata senz'altro belli da vedere ma di una scomodità estrema. Si arriva infine, come di consueto, in un giftshop alquanto fornito di gadgets di ogni tipo e perfino con qualche pezzo d'antiquariato in vendita. Esaminati questi ultimi oggetti usciamo soddisfatti di aver speso i due dollari per il biglietto d'ingresso e consapevoli di aver toccato con mano un pezzo di storia della pesc
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