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Walter Brunner

Costruttore
austriaco sopraffino, adotta ancora oggi una cura maniacale nella produzione delle
proprie canne in bambù, selezionando centinaia di rotelline di sughero
per un solo manico e verniciando ancora con il pennello e con estrema perizia
in una stanza a temperatura costante di circa 30-35 gradi, per dare modo alla
vernice di distendersi ed asciugare uniformemente. Cura inoltre allo spasimo le
legature dei passanti e il taglio dei listelli in bambù, ottenendo canne
eccezionali nell'azione e prive di cedimenti alcuni, in modo da permettere di
pescare un'intera giornata senza sostituire o fare riposare l'attrezzo. Una cronistoria
di Walter Brunner raccontata in prima persona vi aiuterà meglio a capire
il personaggio, la filosofia che lo lega alla pesca con la mosca artificiale e
la sua grande passione per la costruzione delle canne in bambù. "Sono
nato il 2 aprile 1927 e già da bambino ero interessato al mondo della pesca.
Naturalmente ho preso con le mani la mia prima trota e nel 1946, di ritorno dalla
prigionia, mi sono dedicato a questa mia grande passione. A quei tempi non c'era
nessuna attrezzatura, così mi costruii da solo la mia prima canna da pesca.
Allora pescavo con esche naturali, ma non riuscivo quasi mai a catturare temoli.
Nel 1949 andai a pescare nel fiume Enns e osservai un pescatore che utilizzava
una tecnica completamente diversa dalla mia. Egli muoveva una lunga canna sottile,
e con mia grande sorpresa, non usava galleggianti e piombini, ma solamente una
mosca artificiale come esca; con stupore vidi che catturava moltissimi temoli.
Quest'uomo era inglese ed era in Austria in vacanza. Fortunatamente parlava tedesco,
fu molto gentile e ben presto diventammo amici; sentii per la prima volta parlare
di canne costruite per la pesca a mosca in bambù esagonali e di lì
cominciai a pensare come potermele costruire. Imparai da un vecchio libro che
le canne erano costruite da sei listelli incollati, così andai alla ricerca
di questo materiale. Trovai in un negozio a Vienna alcune canne di bambù
in cattivo stato e dopo aver spiegato al negoziante a cosa mi servivano, egli
mi aiutò a procurarmi del materiale più adatto e finalmente poco
tempo dopo potei iniziare le mie prime prove. A quei tempi ero sposato e padre
di una bambina di un anno, abitavo in un appartamento di due stanze e lavoravo
fino a tardi in una falegnameria; quando tornavo dal lavoro costruivo le mie canne
sul tavolo della cucina. Il mio metodo di costruzione, in quel periodo, consisteva
nel rompere il bambù e piallarlo a mano a 60°; mi accorsi però
che la canna finita non aveva la naturale flessione tipica di questo legno e dopo
poco capii che per avere una determinata "azione" dovevo togliere l'umidità.
Con l'aiuto del mio forno da cucina riuscii ad ottenere la flessione voluta e
mi buttai con entusiasmo in questa nuova scoperta. Circa un anno dopo avevo una
piccola clientela grazie alla quale guadagnavo qualche soldo. Fu così che
conobbi Hans Gebetsroither, il quale mi disse che se fossi riuscito a mantenere
la qualità del prodotto aumentando la produzione potevo avere un futuro
come costruttore di canne: era il 1961. Nel 1963 il mio datore di lavoro ebbe
un incidente mortale in auto, quindi mi fu chiesto di prenderne il posto in azienda:
dovevo perciò decidere tra il vecchio o il nuovo lavoro di costruttore
di canne da pesca. Decisi per quest'ultimo e con la collaborazione di Gebetsroither
che mi consigliava su azioni e lunghezze di canne, solitamente corte e veloci,
nacquero la serie "Wilwasser","Cheri", "Gebetsroither
super", ecc. In seguito mi contattò il sig. Gassmich di Vienna
che possedeva un esclusivo negozio di articoli da pesca ed aveva bisogno di canne
più lunghe e morbide. Costruii quindi una macchina piallatrice in grado
di garantirmi la qualità costante dei miei prodotti e nel 1964 producevo
circa 100 canne all'anno. La richiesta era molto grande e da molti pescatori proveniva
l'esigenza di canne più morbide e leggere; fu così che nel 1985
nacque la serie "Salza", canna che ebbe subito un notevole riscontro
nel pubblico perchè più maneggevole della serie "Wilwasser"
e più adatta per i pescatori meno esperti. In quel periodo venivo spesso
invitato a pescare in vari torrenti austriaci e così conobbi il fiume Pielach
il quale aveva una larghezza massima di 20 metri e non permetteva lanci molto
lunghi: creai allora la serie "Pielach" da metri 2,10 e 2,30. Qui iniziai
a pescare a mosca secca e, perfezionandomi in questa tecnica, arrivai a costruire
due canne adatte per questo tipo di pesca: la "Amabile" per code del
3 e la "Timalli" di metri 2,20 e 2,40. Per cercare una qualità
sempre maggiore ora il bambù viene tagliato con un coltello a mano invece
che con seghe circolari: questa operazione necessita di 5/6 ore di lavoro in più,
infatti la mia produzione del 1996 è stata di 54 canne. Oggi ho 70 anni
e questa continua ricerca per migliorare la qualità delle mie canne, insieme
alla gioia dei miei clienti, mi fa lavorare ancora con tantissima energia ed entusiasmo."
Walter Brunner. Precedentemente
al 1972 non esisteva un catalogo (o un elemento) che permettesse di identificare
una produzione con modelli precisi, per questo motivo mi limito a fornire la didascalia
delle canne costruite dal 1972 al 1997, che vi permetterà di identificarle
meglio anche se su ogni attrezzo veniva apposto il mese e l'anno di costruzione.
Serie "Wildwasser" 1972 I modelli dei questa serie sono stati messi
a punto con la collaborazione della famosa guida austriaca Hans Gebetsroither,
da cui il nome di alcuni modelli molto corti e rapidi,come la maggior parte della
serie stessa. Tutte le canne erano fornite con due cimini in un fodero di stoffa
verde scuro con un tubo di materiale duro colorato di nero e avevano sempre il
cimino più lungo del calcio, con relativo pezzo di compensazione. Le legature
dei passanti, in nylon marca Gubebrod, erano di colore nero o su ordinativi speciali
potevano essere fatte di colore bordeaux. Mod. "Cheri" mt. 1,85
per coda 5 Mod. "Gebetsroither Super" mt. 2,00 per coda 5 Mod.
"Gebetsroither" mt. 2,12 per coda 6 Mod. "Traun" mt. 2,28
per coda 6 Mod. "Traun Spezial" mt. 2,35 per coda 5/6. Serie
"Austria" 1972 Valgono le stesse notizie fornite per la serie Wilwasser,
con la differenza che le legature di queste canne erano di colore bordeaux nella
versione standard e solo su ordinazione speciale venivano fornite nere; inoltre
il calcio ed il cimino erano sempre in due pezzi uguali essendo queste canne studiate
per avere un'azione dolce ideale all'utilizzo in grandi fiumi per la pesca anche
con mosca sommersa. Mod. "Teichl" mt. 2,20 per coda 5 Mod. "Pielach"
mt. 2,40 per coda 4/5 Mod. "Orbigo" mt. 2,45 per coda 6. Nel
1985 introdusse una nuova serie di canne denominata "Salza", poi fece
la serie "Pielach", quindi la serie "Amabili" e "Thymalli".
L'attuale produzione comprende tre modelli della serie "Wildwasser"
e precisamente la type "Cheri","Gebetsroither super" e "Gebetsroither",
con un solo cimino (due a richiesta) e tubo nero; cinque modelli della serie "Salza"
di cui una in tre pezzi e una denominata "Salza Sensitive",lunga mt.
2,30 con legature nocciola. Sempre in produzione attuale sono la serie "Pielach"
in due modelli da mt. 2,10 e 2.30 tutte e due per coda 4 in un tubo porta canna
di colore bronzo dorato.Le serie "Amabili" e "Thymalli" sono
forse le migliori canne mai costruite da Brunner,certamente quelle dove ha espresso
il massimo livello di rifiniture, caratterizzate da un'azione dolce e rapida al
tempo stesso, che ne fa sicuramente un'attrezzo molto piacevole per pescare pesci
combattivi e delicati come il temolo. Sempre con rifiniture di alta classe sono
la serie "Thymalli-Sensitive", "Amabile Exlusive" e "Fortuna",
quest'ultima in tre pezzi da mt. 2,10 per coda 4. -
La Hardy Bros dal 1872 al 1950H
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Milward and Sons Ltd.
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Pezon et Michel
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